LONDRA – Martedì ha vinto la Premier League. Mercoledì ha saltato l’allenamento per studiare: doveva preparare gli esami di scuola che lo attendono oggi. È la vita di un sedicenne speciale, Max Dowman, centrocampista dell’Arsenal. Era già il calciatore dei record: il più giovane ad esordire nel campionato inglese di massima serie, nell’agosto scorso, a 15 anni; il più giovane a scendere in campo in Champions, in autunno; il più giovane a segnare un gol, a 16 anni e 73 giorni, in marzo contro l’Everton; e questa settimana è diventato anche il più giovane a vincere la Premier, all’età di 16 anni e 139 giorni.
Assente giustificato
Ciononostante mercoledì, quando Mikel Arteta ha riunito la squadra al campo d’allenamento per le ultime due partite della stagione, domenica contro il Crystal Palace, giornata di chiusura del campionato, e sabato 30 maggio a Budapest, la finale di Champions League contro il Psg, il suo ragazzo prodigio non c’era. Assente giustificato, ha spiegato il tecnico, perché per lui, insieme al football, ci sono anche gli impegni scolastici.
L’esame fondamentale
La volata verso il titolo, infatti, è coincisa con il Gcse, acronimo di General Certificate of Secondary Education (Certificato Generale di Istruzione Secondaria), un esame di importanza fondamentale nella scuola britannica, che si affronta due anni prima di terminarla, per l’appunto a 16 anni: dal suo esito dipende infatti la possibilità di iniziare la trafila per un’iscrizione all’università, una volta raggiunti i 18 anni. Oppure può essere l’ultimo test da superare, prima di interrompere gli studi. Per gli scolari inglesi è una forca caudina, cruciale come la maturità italiana. Perciò il “bambino” dell’Arsenal è stato scusato: doveva preparare le materie d’esame, che comprendono lettere, matematica e fisica.
Giovanissimo fenomeno
Nato nel 2009 nell’Essex, la contea subito a est di Londra, Max è cresciuto in una famiglia di tifosi dell’Arsenal, praticamente con il pallone fra i piedi. A 6 anni, già notato dagli scout, è entrato nell’accademia dei Gunners, a 13 ha cominciato a giocare nella loro formazione Under 18, a 14 aveva già stabilito un primato come più giovane marcatore nella storia della Under 19 della Uefa, segnando un gol all’Atalanta. A quel punto, nell’autunno 2024, ha cominciato ad allenarsi con la prima squadra, nella quale è stato inserito a tempo pieno nella stagione attuale, esordendo in un’amichevole precampionato, a Singapore contro il Milan, il 23 luglio scorso. Il contratto non firmato Il 30 gennaio di quest’anno ha firmato un accordo precontrattuale con l’Arsenal che lo porterà a iniziare ufficialmente la sua carriera professionistica: ma soltanto il 31 dicembre prossimo, al compimento dei 17 anni, perché prima di quell’età, in base alle regole della federcalcio inglese, non si può. Alto un metro e 83, capace di giocare mezz’ala e all’ala, è un classico “numero 10”: nel 2025-26 è sceso sul terreno di gioco tredici volte, realizzando al 96esimo minuto la rete del raddoppio nella vittoria sull’Everton. Facile prevedere che nella prossima stagione il suo apporto ai Gunners aumenterà. Anche un campioncino in erba, tuttavia, deve andare a scuola: così, mercoledì ha saltato l’allenamento. Se i compagni gli avessero chiesto, cosa hai fatto ieri?, avrebbe potuto rispondere: ho vinto la Premier. Ma non glielo hanno chiesto. Lo sapevano tutti.
