Il campionato non si è riaperto con il derby. L’Inter ha solo la Coppa Italia e il campionato, recupererà Thuram e Lautaro, non penso perderà tre partite. E poi, ammesso e non concesso che questo si verifichi, il Milan dovrebbe vincerle tutte. Invece, considerando che i rossoneri hanno perso il campionato buttando punti con Cremonese, Pisa e Parma, non escluderei da qui alla fine del campionato altre cavolate di quel tipo. Allegri ha solo due grande giocatori: Modric e Rabiot
Il Milan ha comunque strameritato il derby, al di là delle grandi occasioni sciupate da Dimarco e Mkhitaryan e del rischio rigore per il tocco di braccio di Ricci che potevano comunque cambiare indirizzo alla partita. Il primo tempo del Milan è stato perfetto. E va dato merito ad Allegri che con due soli grandi giocatori – Modric e Rabiot – è riuscito a tirare fuori una squadra partendo da una accozzaglia di elementi non assortiti. Lui ha sistemato la situazione, pur avendo Leao e Pulisic in attacco, decisamente non il massimo per un reparto offensivo da grande.
I fischi a Bastoni un esercizio di ipocrisia
Mi è piaciuto molto Fofana, che corre come un disgraziato per tutto il campo e ha piedi educatissimi. Chi lo fischia non capisce niente e mi ricorda chi dice con supponenza “questo lo segnavo pure io”. Mai dire questa frase, perché chi non ha giocato tra i professionisti non capisce la difficoltà di certe situazioni in campo. A proposito di fischi, sono al limite del ridicolo quelli per Bastoni. Penso che chi si unisce al coro sia solamente un ipocrita. L’Inter non ha fatto niente davanti perché Esposito e Bonny sono bravi, ma ancora devono crescere per incidere in queste partite.
Il lavoro di Spalletti si vede con i vecchi
Vengo alla Juventus. Giuntoli e Comolli secondo la critica corrente hanno sbagliato mercato: da qui i tre allenatori cambiati in due anni. Però con Spalletti è oggettivamente un’altra squadra nonostante una rosa evidentemente incompleta. Per David mi dispiace calcisticamente e umanamente, ma nella sua storia a Torino di chance ne ha avute tante. E con lui Openda, mentre anche lo stesso Boga non mi sembra avere quel temperamento che ci vuole per conquistare una squadra come la Juve. Ma quelli che c’erano l’anno scorso (con l’eccezione di Koopmeiners, che sembra il fratello scarso del giocatore visto all’Atalanta) stanno andando molto meglio rispetto al rendimento avuto con Motta e Tudor. Kelly lo prendo come esempio: è cresciuto, ormai è un giocatore affidabile.
Roma, in avanti serve qualità e continuità
La Roma è apparsa in calo contro il Genoa. Evidentemente il gol preso dalla Juventus all’ultimo secondo ha lasciato il segno. La cosa preoccupante della gara di Marassi è stato Malen: non è pervenuto, non vorrei che gli avessimo fatto troppi complimenti. Anche perché, per essere un giocatore che prende in mano una squadra serve continuità, bisogna giocare il 90% delle partite ad alto livello. Certo, il gioco di Gasperini senza certezze davanti fa fatica. Se hai Dybala fuori squadra, Soulè – anche lui indisponibile al momento – con poca continuità, Pellegrini di contorno, allora diventa difficile per la Champions.
L’autorevolezza di Fabregas e il club Como
Tutta da vedere la sfida della prossima giornata tra Como e Roma. Il rapporto tra la proprietà e Fabregas sta facendo la differenza in campo. Il tecnico è una persona perbene, ha conosciuto il grande calcio a livello mondiale, insegna a muoversi in campo non solo per l’estetica, ma per arrivare al risultato. E se serve stare tutti dietro la linea della palla, i suoi giocatori si adattano e ci stanno. Fabregas ha l’autorevolezza che gli deriva dalla società, dalla quale non arriva mai una voce stonata, un giudizio critico soprattutto se le cose non vanno. Giusto così, anche perché il 90% dei presidenti che parlano di calcio non sono credibili.
