Milanello – Ripartire “con serenità e ordine, la nostra forza”. Alla vigilia della partita con il Torino, utile per cancellare la sconfitta con la Lazio, Massimiliano Allegri indica la strada: guardarsi le spalle, ma non rinunciare a pensare in grande finché l’aritmetica non fornirà certezze; il caso Pulisic-Leao da archiviare; rimedi sparsi alla crisi del calcio italiano. L’obiettivo principale, ora più di prima, resta centrare uno dei quattro posti che portano in Champions: “Il contraccolpo psicologico dopo la Lazio non ci deve essere. Abbiamo commesso errori da non ripetere. Contro il Torino servirà una gara più solida. All'Olimpico abbiamo preso 9 ripartenze in 45': nelle precedenti giornate non era mai successo neppure in 90' di subirne così tante".
Allegri: “Abbiamo il destino nelle nostre mani”
Sulla corsa scudetto Max ammette che “l'Inter ha il destino nelle proprie mani, come noi nella corsa alla prossima Champions. Finché non avremo i punti necessari ad essere matematicamente tra le prime quattro, dovremo dare il massimo”. Il caso della settimana, il confronto tra Pulisic e Leao, con annessa rivelazione su cosa Allegri ha detto al portoghese per calmarlo: “Non ti ha visto, se no te la dava”, dice Max. Che poi aggiunge: “Sono cose che succedono nel calcio. Per passare la palla devi vedere quello smarcato, Pulisic non ha visto Rafa. È capitato anche altre volte. La scelta dell'ultimo passaggio fa la differenza”.
Leao out per un problema all’adduttore
Il portoghese salterà la sfida con i granata per il riacutizzarsi del dolore all’adduttore destro. Allegri in conferenza stampa ha stuzzicato gli altri attaccanti: “Arrivano due mesi determinanti ed è importante che tutti facciano bene, anche Füllkrug e Nkunku. Le punte devono svegliarsi. Serve precisione sotto porta e attenzione nelle conclusioni”. Rientra Gimenez, che non ha ancora 90’ nelle gambe: “Sarà convocato”, conferma Allegri. Tornerà Bartesaghi dal 1’, possibile che giochi Ricci al posto di Fofana. “Arbitri bravi, ma lasciamoli arbitrare” Max commenta lapidario la possibile chiusura di Open Var: “Meno cose si fanno e meglio è. Ci sono gli arbitri, sono bravi, facciamoli arbitrare. La linea è sottile tra arbitri e Var, quando troveranno l’intesa giusta saranno più tranquilli. Nelle ultime partite stanno facendo meglio, Guida ha arbitrato bene, i mezzi falli non li ha fischiati ed è giusto così, il calcio è un gioco maschio”. "Inutile scimmiottare il calcio di altri paesi” Poi fa la sua analisi sul calcio italiano, fuori dalla Champions a meno di una settimana dal play-off per i Mondiali: “La prima cosa da fare è non denigrare il calcio italiano. Abbiamo caratteristiche precise, che fanno parte della storia del popolo italiano, dai tempi del Medioevo. In Italia il gioco ristagna perché ci sono molti meno spazi, prevale l’aspetto tattico. Noi siamo nati e cresciuti così, non dobbiamo andare a scimmiottare altri Paesi con cultura e storia diverse. La Premier League rispetto alla serie A è diversa, non migliore o peggiore”. Come si può fare per crescere? “Bisogna sistemare i settori giovanili, trovare delle formule diverse. E prendere delle decisioni, fare delle riforme, la cosa più importante. Ci dobbiamo preoccupare perché tanti bambini che giocano a calcio smettono presto e vanno a giocare a tennis, ad esempio. Per arrivare ad avere un Sinner c’è tanto lavoro dietro. Basterebbe vedere come sviluppano i settori giovanili in Belgio o Inghilterra”. Chiusura proiettandosi alla prossima stagione: “Furlani è venuto a trovarci dopo il derby e abbiamo pranzato insieme. Però quando parliamo di futuro, e non l'abbiamo ancora fatto, lo faremo tutti insieme”.
