Milano – Quando allenava il Parma, alla sua prima esperienza sulla panchina di una squadra di adulti, Cristian Chivu ricevette Max Allegri al centro sportivo di Collecchio. «Venne a vedere un nostro allenamento e ne fui felice. Da lui c’è solo da imparare, per quello che ha vinto e per la persona che è. Ultimamente ci siamo sentiti meno», ha detto il tecnico interista. Ma le cortesie finiscono qui. Rafa Leão ha definito il derby con le categorie della tragedia: «È vivere o morire». In casa Inter nessuno si è spinto a tanto, ma la posta in gioco è chiara a tutti.

Chivu: “Superata la delusione del Bodø”

Vincendo, i nerazzurri si porterebbero a più tredici punti, trasformando quel che resta del campionato in un red carpet lungo dieci giornate fino al tricolore numero 21. Anche un pareggio, che congelerebbe la distanza di dieci punti fra le milanesi, all’Inter andrebbe più che bene. È legittimo che lo pensino i tifosi, ma Chivu teme che possano convincersene anche i calciatori. Così — mentre diverse agenzie di scommesse già pagano posta piena a chi aveva puntato sullo scudetto nerazzurro — prova a tenere i suoi sulla corda: «Abbiamo superato la delusione col Bodø in Champions, ora dobbiamo restare concentrati». Poi ha permesso ai suoi giocatori di tornare a casa, come aveva già fatto giovedì concedendo un giorno libero. Allegri, al contrario, nella notte della vigilia ha tenuto tutti in ritiro. Allegri e la frase su Leao Con ragionevolezza, il tecnico rossonero continua a battere sul tasto dell’obiettivo stagionale, «che è il ritorno in Champions League». Ma aggiunge: «Poi, nel calcio, tutto è possibile». Vincendo, il Milan si porterebbe a meno sette, una posizione dalla quale la vetta, per quanto lontana, tornerebbe visibile. E chiunque abbia camminato in montagna sa quanto questa prospettiva cambi la motivazione nell’ascesa. Al tempo stesso, per allentare la tensione, Allegri fa due cose che gli riescono benissimo: parla d’altro e scherza. «Il mio futuro a Madrid? Al Milan sto bene e il contratto è fino al 2027. E a Leão, che nella settimana del derby la sera non esce, dico che sbaglia: bisogna uscire, anche se c’è il derby».

Anche Cardinale a caricare il Milan

A certificare che il Milan ci crede davvero, ieri a Milanello si è presentato il numero uno del fondo RedBird, Gerry Cardinale, reduce da un incontro sullo sport alla Casa Bianca. Presenti, oltre a Donald Trump, alcune figure di spicco della sua amministrazione, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio, e il presidente dei New York Yankees Randy Levine. Il tifoso Lautaro per l’Inter A caricare i nerazzurri ha pensato soprattutto Lautaro. Il capitano, infortunato, ha pranzato con i compagni e, in una chat con i tifosi organizzata da Dazn, è stato chiaro: «Sarò sugli spalti, ma vorrei essere in campo. Entrare in quello stadio con la fascia al braccio è indescrivibile. San Siro è casa mia. E il risotto alla milanese è il mio piatto preferito». Più di così. Le formazioni Senza Lautaro, e con Thuram febbricitante, a reggere l’attacco nerazzurro sarà Pio Esposito, al primo derby da titolare. Con ogni probabilità al suo fianco ci sarà Bonny, ma a gara in corso Chivu potrebbe giocarsi i due trequartisti dietro l’unica punta, come in Coppa Italia a Como. Calhanoglu partirà dalla panchina. I fischi del pubblico rossonero se li prenderà soprattutto Bastoni, ancora nel mirino dopo l’esultanza seguita all’espulsione di Kalulu, che ha provocato simulando. Il Milan dovrà fare a meno di Gabbia, Jimenez e Loftus-Cheek. In difesa, con gli uomini contati, dovrebbero giocare Tomori, De Winter e Pavlovic, con Estupiñán favorito su Bartesaghi sulla fascia sinistra. In attacco, al fianco di Leão, il favorito è Pulisic, che lo scorso 23 novembre, nel derby d’andata, segnò il gol della vittoria rossonera. Da allora l’Inter in campionato ha sempre vinto, tranne un pareggio con il Napoli. E molti tifosi nerazzurri, comunque vada la partita, dopo la gara si sono dati appuntamento in piazza Cordusio, dove un tempo sorgeva il ristorante L’Orologio, il locale in cui il club nacque nel 1908. Una scelta romantica per un derby che si preannuncia speciale anche sul piano materiale: con 9 milioni di incassi attesi, sarà la partita più redditizia della storia del campionato. E Cardinale, in tribuna, ringrazia.