Il rischio di un downgrade è reale, per il Napoli, perché l’eredità di Antonio Conte è di quelle pesanti e farsene carico sarà quindi un’impresa tutt’altro che semplice, per chiunque sarà in tempi brevi il prescelto. Non devono di conseguenza stupire le esitazioni di Maurizio Sarri, che dovrebbe misurarsi in caso di ritorno anche con le enormi aspettative legate a quella stagione irripetibile del 2018: 91 punti, calcio spettacolo e scudetto sfiorato. Il Comandante lo sa bene e per questo tentenna (almeno fino a metà della prossima settimana), sapendo che l’Atalanta gli offre a Bergamo un porto più sicuro: piazza tranquilla, società solida e spalle coperte da un direttore sportivo amico, Cristiano Giuntoli. In casa azzurra c’è un clima da day after, invece, dopo quattro anni di montagne russe mozzafiato (primo, decimo, primo e secondo posto) e logoranti soprattutto per lo spogliatoio, che sembra essere stato attraversato da un terribile tsunami. La narrazione sulla qualità deludente della proposta di gioco del tecnico leccese, che ha contribuito in modo decisivo a spingerlo verso la porta, peserà inoltre sul suo successore come un minaccioso boomerang, visto che una parte della piazza ha contestato con pretenzioso sfoggio di palato fine le vittorie di misura. Risultati e show, sotto a chi tocca... Sarri ci pensa, sapendo che tra amarcord e minestra riscaldata la differenza può essere sottile. Per questo il Comandante (contattato per la prima volta un mese fa) continua a tergiversare, al di là della sua necessità di rescindere prima il contratto con la Lazio - ballano dei soldi e Claudio Lotito è un osso duro - e della tentazione Atalanta. Ma le indecisioni del grande ex rischiano di infastidire il Napoli, costretto tra l’altro ad agire abbastanza in fretta per colmare il vuoto lasciato da Conte. Aurelio De Laurentiis a inizio giugno partirà per Los Angeles e vuole farlo dopo aver risolto il rebus della panchina. Di qui i sondaggi sempre più intensi per Max Allegri, che è però a sua volta legato fino al 2028 al Milan e si gioca nell’ultima giornata del campionato la qualificazione per la Champions. Il tecnico toscano è in rotta con Zlatan Ibrahimovic e uno dei due in rossonero per il futuro è di troppo. A Castel Volturno troverebbe invece ad accoglierlo un direttore sportivo di cui è molto amico: Giovanni Manna. I presupposti per vedere Allegri nella prossima stagione a Napoli ci sono, insomma. Ma l’attuale tecnico del Milan ha un ingaggio alto (circa 6 milioni) e De Laurentiis dovrà dunque accantonare la spending revieuw suggerita da Roma dal suo amministratore delegato, Andrea Chiavelli. Rispetto a Conte il risparmio ci sarebbe infatti solo sui compensi dello staff del nuovo allenatore, più esiguo rispetto a quello del suo predecessore. I giorni caldi per dipanare la matassa arriveranno all’inizio della prossima settimana e in casa azzurra tengono di riserva la terza opzione di Vincenzo Italiano, che tuttavia finora non è stato contattato neppure indirettamente. Fa specie che il Napoli non abbia ancora in pugno il suo nuovo tecnico, visto che Conte ha notificato il suo addio a De Laurentiis oltre un mese fa. L’allenatore leccese lascia però in eredità una panchina che scotta e per questo sostituirlo non è facile. Dirà il tempo se è stato un errore non provare neppure a trattenerlo. Chi lascia la via vecchia per la nuova sa cosa lascia, ma non cosa trova...
Tutte le notizieCalcio
Napoli, il dopo Conte inizia già in salita: Sarri chiede tempo, Allegri costa
Marco Azzi·

De Laurentiis ha fretta entro fine maggio vuole una soluzione ma il tecnico laziale frena tentato dall’Atalanta Un mese di inutili contatti