Napoli - Altro che match ball. Il Napoli dovrà ancora sudarsi il pass per la Champions, dopo lo sciagurato scivolone nel posticipo al Maradona con il Bologna (3-2). Gli azzurri restano da soli al secondo posto e padroni del loro destino, ma con un vantaggio che è ora più esiguo rispetto alle inseguitrici e la consapevolezza di non potersi permettere altri errori. Il gol subito nel recupero da Jonathan Rowe rinvia il vertice tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte, prolungando così l’incertezza sul futuro della panchina. Non sono bastate le reti di Di Lorenzo e Alisson, che avevano annullato il primo allungo di Bernardeschi e Orsolini. «La cronaca della gara» Napoli distratto alla meta Distratto alla meta. Il Napoli ha trascorso il week end guardando gli altri giocare e ha dato subito la sensazione di essere con la testa altrove, nel pericoloso limbo di chi si sente in anticipo con la testa già in vacanza: lontanissimo dai neo campioni d’Italia dell’Inter - a cui Conte ha fatto i complimenti a modo suo prima del fischio d’inizio (“Loro hanno meritato di vincere lo scudetto, ma questo non significa che noi abbiamo perso”) - e apparentemente al riparo dalla bagarre che si è scatenata alle sue spalle. Invece il traguardo della Champions bisogna ancora tagliarlo e gli azzurri hanno avuto la presunzione di affrontare in souplesse gli ultimi metri, dimenticando per giunta di essersi scottati di brutto con il Bologna nell’andata al Dall’Ara. L’assenza di De Bruyne Nella rifinitura mattutina a Castel Volturno era inoltre finito ko per una ferita al volto De Bruyne e con Giovane al suo posto la squadra ha perso equilibrio e ordine, smarrendosi davanti ai 40 mila del Maradona in un primo tempo da horror. Ennesimo gol a freddo subito su una prodezza balistica di Bernardeschi, traversa di Miranda e raddoppio alla mezzora su rigore di Orsolini, dopo un fallo commesso da Di Lorenzo in area. Il capitano era al rientro dopo 100 giorni di assenza per infortunio e in fase difensiva ha tradito inevitabili impacci, ma ha avuto il grande merito di rimettere in partita i suoi durante il recupero, con una rete di rapina favorita dagli errori di Freuler e Lucumì, troppo passivi. Un altro Napoli, ma Rowe inventa una magia La sfuriata di Conte nell’intervallo ha trovato dunque terreno fertile e nella ripresa è tornato in campo un altro Napoli, tant’è che in una manciata di minuti il tandem d’attacco composto da Hojlund e Alisson ha subito confezionato il pareggio: assist del danese e rasoterra vincente del brasiliano. La notte del Maradona è diventata così un compendio della stagione double face dei campioni uscenti: più tenaci che belli, costretti quasi sempre a rincorrere per colpa dell’emergenza e anche dei loro vistosi limiti difensivi, messi a nudo nella circostanza dalla vivacità del Bologna di Italiano e in generale dai 36 gol subiti in campionato. Quello di Rowe nel recupero - il più bello della serata, spettacolare rovesciata - ha allungato di almeno altri 90’ la rincorsa al pass per la Champions degli azzurri. Diventa decisiva la trasferta di domenica a Pisa. Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic 6 - Di Lorenzo 5.5, Rrahmani 5.5, Buongiorno 5.5 - Politano 5.5 (39' st Spinazzola sv), Lobotka 5 (31' st Gilmour sv), McTominay 5, Gutierrez 5.5 (43' st Mazzocchi sv) - Giovane 5 (31' st Elmas sv), Alisson 7- Hojlund 6. All. Conte 5. Bologna (4-2-3-1): Pessina - Joao Mario (19' st Zortea), Helland (37' st Heggem), Lucumì, Miranda - Pobega (37' st Moro), Freuler, Feguson (37' st Sohm) - Orsolini, Bernardeschi (28' st Rowe), Castro. All. Italiano. Arbitro: Piccinini 6. Reti: nel pt 9' Bernardeschi, 34' Orsolini (rigore), 46' Di Lorenzo; nel st 3' Alisson, 46' Rowe. Note: amm. Joao Mario, Bernardeschi, Helland, Lucumì, Politano. Spettatori 40 mila circa.
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Napoli, la Champions deve attendere: il Bologna vince 3-2 al Maradona
Marco Azzi·

Gli azzurri non hanno dalla loro la matematica dopo la sconfitta con la squadra di Italiano. Le reti nell’ordine di Bernardeschi, Orsolini su rigore, Alisson Santos, Di Lorenzo e Rowe