Un appuntamento che vale il sigillo finale ad una stagione unica nel suo genere. Al Napoli manca solo l’ultimo scatto (serve la vittoria) per tagliare matematicamente il traguardo della Champions League, diventato cruciale per le casse del club azzurro, intenzionato poi a portare avanti un restyling importante che prevede il taglio del monte ingaggi. Il futuro è all’orizzonte e l’incertezza principale riguarda il futuro di Conte, la cui conferma è tutta da verificare nonostante l’ultimo anno di contratto col Napoli. Il condottiero del quarto scudetto accetterà la nuova strategia del club di De Laurentiis sul mercato pronto a puntare su giovani talenti? Sarà il punto cruciale della sua decisione, ma bisogna prima chiudere la pratica stasera allo stadio Maradona contro il Bologna (inizio alle 20.45, arbitro Piccinini, diretta su Dazn) contro un avversario che ha finora caratterizzato nel bene e nel male l’annata del Napoli. La sconfitta al Dall’Ara del 9 novembre fece esplodere la prima vera crisi degli azzurri con l’ormai virale sfogo di Antonio Conte («Non voglio accompagnare un morto») che alimentò voci e cattivi pensieri sul futuro della panchina azzurra. L’allenatore rimase qualche giorno a Torino, tornò e ridisegnò un Napoli d’assalto con quel 3-4-2-1 diventato poi il sistema di gioco preferito che è stato decisivo per la vittoria in Supercoppa a Riad, conquistata in finale proprio contro il Bologna. Il Napoli ha pagato un prezzo alto agli infortuni in chiave scudetto e adesso intende chiudere in bellezza la stagione: non solo la qualificazione in Champions, ma anche il secondo posto, altro obiettivo da centrare. La piazza d’onore non cambia niente nella sostanza, ma è il segnale di un Napoli rimasto ai vertici nonostante tutto. L’imperativo, dunque, è uno solo: battere il Bologna in un Maradona con circa 45mila spettatori sugli spalti, nonostante un giorno non proprio consacrato al calcio come il lunedì (in tribuna ci sarà il coach del Napoli Basket Jasmine Repesa con alcuni giocatori). Conte non farà tante rivoluzioni rispetto a Como. C’è una sola novità di formazione che si chiama Giovanni Di Lorenzo, pure lui colpito da uno stop. Il capitano è assente dal 31 gennaio, quando ha rimediato contro la Fiorentina una distorsione di secondo grado al ginocchio sinistro. Ne ha approfittato per sottoporsi pure ad un intervento di pulizia al piede e torna in campo dopo più di tre mesi. Ha fatto le prove generali giovedì nell’amichevole contro la Scafatese e adesso si riprenderà la scena. Giocherà nel terzetto arretrato con Rrahmani (da quando è rientrato due partite senza gol) e Buongiorno. Confermati Politano e Gutierrez. In mediana resta in panchina Anguissa, il Napoli ribadisce fiducia alla coppia Lobotka-McTominay, una certezza del presente e – perché no – anche del futuro prossimo considerando la voglia di prolungare il rapporto con il regista slovacco. Il Bologna sarà l’occasione del riscatto per Kevin De Bruyne, tra i peggiori contro il Como. Il belga punta ad una grande prestazione. Le ultime tre partite saranno fondamentali per preparare al meglio il Mondiale, la vetrina cui Kdb non intende rinunciare: lo disputerà assieme a Lukaku, la cui avventura col Napoli è praticamente finita. Nel tridente ci sarà spazio pure per Alisson Santos e Hojlund che rappresentano due certezze anche per la prossima stagione. Entrambi cercano di chiudere in bellezza, soprattutto il danese, a secco dallo scorso 14 marzo e fermo a quota 10 gol in campionato. Non segna da cinque partite e gli piacerebbe migliorare il suo bottino nella sua prima stagione al Napoli. Ha imparato a giocare spalle alla porta e l’assenza di giocatori come Neres (resta ancora indisponibile) e Vergara lo hanno sicuramente condizionato nell’attacco alla profondità. Il talento di Frattaminore farà pure lui capolino in panchina: ha superato la lesione distrattiva al piede sinistro e spera di fare capolino nella ripresa. C’è la Champions da conquistare, poi si potrà accelerare sulla prossima stagione. Il Napoli deve risolvere la questione allenatore, mentre non dovrebbero esserci scossoni in merito al futuro del direttore sportivo Giovanni Manna: la Roma lo cerca, ma De Laurentiis non intende liberarlo a tre anni dalla scadenza del suo contratto. Il diesse sta lavorando al mercato della prossima stagione e nei radar c’è il difensore della Lazio, Mario Gila. Lo spagnolo ha avuto un rendimento importante nel corso di questo campionato e punta al salto in una big.