ROMA – “La presenza dei Friedkin a Trigoria è un segnale importante. Magari cominciano a muoversi non solo per questo finale di stagione, ma in prospettiva”. Gian Piero Gasperini non perde di vista il campo (lunedì alle 20.45 la sfida dell’Olimpico contro la Fiorentina) e la Champions (distante tre punti), ma certo non può dimenticare gli scossoni delle ultime settimane. Su tutti la cacciata del senior advisor Claudio Ranieri: “La società ha patito una grossa delusione, che non si aspettava. È stata presa una strada che non era immaginata”.

Il vertice con Friedkin

Ma questo, ormai, è il passato. Gasperini vuole guardare oltre. Nelle prossime ore è atteso il vertice con il vicepresidente Ryan Friedkin: “Dovrà esserci un incontro e mi auguro sia così”. Si parlerà pure del nuovo direttore sportivo, anche se Frederic Massara, per ora, resiste: “Non entro nei dettagli, sceglierà la società, ma sarà necessaria chiarezza”, il suo commento sul ds. Dal canto suo, “io cercherò di essere il più chiaro possibile”, sottolinea il tecnico romanista. Che prende come modello la squadra femminile del club: “Sono molto contento per lo scudetto. Cerchiamo di essere bravi come loro”. I rinnovi di Pellegrini e Dybala Non vuole parlare di ritardi di programmazione, ma ricorda la necessità di conservare “la base della squadra, infoltendola di giocatori forti”. Tradotto: bisogna lavorare ai rinnovi di Pellegrini e Dybala. Insieme a Koné, l’argentino è pronto a rientrare dal primo minuto. Nei suoi giocatori ha riscontrato “sempre un comportamento perfetto”, racconta. Oltre “al valore tecnico, c’è quello morale, fondamentale per una squadra di calcio”. Da parte loro, “questo sostegno non mi è mancato. Sono ragazzi esemplari”.

La ricetta di Gasperini

Ribadisce la centralità del gruppo, lo ringrazia per essere stato dalla sua parte. Poi c’è spazio per una riflessione sulla crisi del calcio italiano, che si lega allo show della Champions League: “Psg-Bayern Monaco mi ha divertito molto. Al momento, per noi, è difficile replicare questo spettacolo”. E ancora: “Non stiamo facendo le cose giuste, né con la Nazionale né con le squadra di club”. Ma qual è la soluzione, per Gasp? “Ripensare a come costruiamo le rose”.