Per il tifoso è un sogno, per il dirigente un bisogno: che si giochi per una cosa o per l’altra, stasera tra Roma e Juventus è in ballo una bella fetta della Champions che verrà, cioè l’illusione delle grandi sfide e la necessità di tenere i conti in ordine. In palio il mercato estivo e 60 milioni La posta in palio, mal contata, è di una sessantina di milioni come minimo, che ai giallorossi servirebbero per rivedere i rapporti con la Uefa (gli accordi per rientrare nei parametri del fair play finanziario potrebbero essere dilazionati di un anno) ed evitare di sacrificare uno tra Svilar, Koné e Ndicka; ai bianconeri per non ricorrere all’ennesimo aumento di capitale oppure alla cessione di un gioiello di famiglia, ipotesi che terrorizza la gente perché Yildiz è l’unico che potrebbe garantire i soldi per rifondare la squadra, tenendo conto che la società ha già individuato due necessità costose, vale a dire l’acquisto di un portiere e di un centravanti.
La classifica
Il prestigio della classifica, che poi è quello che interessa anche a Gasperini e Spalletti, è dunque meno impellente del beneficio del denaro. La Roma tutto sommato può permettersi di difendere la posizione: il +4 sulla Juve ha un certo peso. Ma se vantaggio e svantaggio si dilatassero fino a sette punti, è chiaro che le prospettive degli ultimi due mesi e mezzo di campionato sarebbero diverse anche se il calendario bianconero finalmente si spianerà, dopo questo febbraio pieno di asperità a cui i bianconeri hanno sacrificato due competizioni e messo in pericolo la terza. Le parole Gasp, che in questa stagione non ha ancora vinto uno scontro diretto, è convinto che «se di solito per il quarto posto bisogna passare i 70-73 punti, quest’anno potrebbero essere di più», perché in corsa restano senz’altro anche Como e Atalanta, e stanno filando. «Siamo consapevoli dell’importanza del momento» ammette Kalulu, portavoce juventino di giornata al posto di Spalletti, che preferisce centellinare le parole. Il francese torna dopo la squalifica presa per l’espulsione di San Siro: «Peccato essere stato il protagonista del cambiamento», dice con una certa amarezza. «Bastoni non l’ho sentito, non mi ha cercato, ma non è che anche prima avessimo mai parlato tanto. Da lui non mi aspetto niente. La prossima volta che ci vedremo magari saranno passati sei mesi, spero che nel frattempo avrò ottenuto i successi che mi avranno fatto dimenticare questo episodio». Formazioni La Roma è sempre senza Soulé, ma Dybala è pronto a rientrare nel giro. Spalletti perde lo squalificato Locatelli, ma ritrova Bremer e Cambiaso e medita di riproporre McKennie in attacco, spedendo David in panchina e inserendo Miretti sulla trequarti.
