Atterrano in campionato i palloni vaganti nel mondo, lanciati tra le stelle o contro la traversa, soprattutto i palloni malefici del nostro Mondiale perduto. S’incrociano le sorti con il crudele ritorno alla realtà, ma erano reali anche gli spareggi nei giorni del giudizio appena vissuti. La quotidianità è diversa dal sogno però lo ricorda, come accade nei risvegli al mattino. Si ricomincia, anche quando tutto sembra finito.

Inter-Roma, il derby dei rigori sbagliati

Nessuna partita più di Inter-Roma contiene destini. Forse è il derby dei rigori sbagliati: da una parte Pio Esposito, dall’altra Cristante. Il primo tiro azzurro dal dischetto in Bosnia e l’ultimo: il primo, che aspettavamo da quattro anni, ma il ragazzo nerazzurro l’ha mandato a inseguire gli astronauti della missione Artemis, e l’ultimo che per i prossimi quattro anni durerà, eterno giorno della marmotta contro una sbarra bianca orizzontale. Non è mica da questi particolari, e invece sì.

La ripartenza di Bastoni

E Bastoni? I bastoni che fanno male, il due di bastoni che a briscola non conta quasi nulla, i bastoni tra le ruote che sempre lì vanno a finire: “nomen omen”, dicevano i Latini che se ne intendevano. Ma come diavolo farà a ripartire da sé, e non fuori di sé, Alessandro Bastoni? Come farà, nel caso, a entrare in scivolata su un avversario tentando l’anticipo, evitando di sgambettarsi il futuro?

L’anomalia Calhanoglu

Che partita, che nodo scorsoio. Se ci saranno rigori, chi preferirà evitarli? A San Siro vedremo Dimarco che mai più esulterà davanti a un monitor, altro personaggio votato alla nemesi. Poi Barella e il suo eterno vagare come un dannato dantesco. O Frattesi, che sognò ma non incise. Oppure Mancini, che ancora sente male al fianco, la famosa spina nel fianco, come se l’avessero colpito con i bastoni, di nuovo. O Zielinski, polacco di sorte avversa. E, tra loro, l’anomalia: ovvero Çalhanoglu che al Mondiale andrà benché interista. Se l’è preso con la Turchia, proprio come Yildiz che ha mandato a casa il suo compagno juventino e kosovaro Zhegrova, e alla fine invece di festeggiare è andato a consolarlo: l’immagine più bella degli spareggi, impietosi sì, ma non privi di umanità. Fa rima con felicità: lontanissima da Locatelli e Gatti, per restare dentro Juve-Genoa.

Conte-Allegri, sfida nella sfida

Piuttosto intrigante anche Napoli-Milan, non solo perché Politano e Spinazzola dovranno superare il momentaccio con addosso l’azzurro del Napoli dopo quello, tenebroso, dell’Italia (a volte sono le sfumature a marcare le differenze), ma perché sulle panchine già si profila il gran duello italico: a chi andrà la panchina della Nazionale? A Conte oppure Allegri? Non è detto, ma potrebbe. Il prossimo mondiale, forse, riguarderà uno di loro.

Storie da ricominciare

Gioie e dolori, sempre nel relativo del calcio e dello sport, trascorreranno in A da oggi a Pasquetta in un vortice di storie da ricominciare, o far continuare. Il Napoli dovrà consolare Hojlund dopo il rigore danese fallito contro la Repubblica Ceca, oltre a Lobotka fuori in semifinale con la sua Slovacchia. Tra i sommersi anche i laziali Isaksen (Danimarca) e Hysaj (Albania), il comasco Vojvoda (Kosovo) e il suo compagno Muric del Sassuolo. Sono caduti, ahiloro, pure il veronese Suslov (Slovacchia), l’atalantino Zalewski (Polonia) e il granata Asllani (Albania). Curioso, e chissà quanto casuale, che non pochi stranieri della nostra serie A siano tra gli eliminati, molti di più dei qualificati: tra loro, altra rarità, lo svedese Hien dell’Atalanta e il turco romanista Celik. Rondini senza primavera. La serie A logora chi ce l’ha.