È tutto uguale al campionato: gli spogliatoi, i riflettori, il campo, i nomi sulle maglie. Eppure, in Champions League l’Inter non ha trovato il carattere che l’ha spinta in vetta in Serie A. Inarrestabile nella corsa con Milan e Napoli, probabilmente già finita, la squadra di Chivu sotto le stelle d’Europa perde forza. Ora ha l’occasione – l’ultima, e complicata – per somigliare finalmente a se stessa e andare avanti nel torneo dove l’aspetta una fra Manchester City e Sporting Lisbona.

La polemica in conferenza stampa

Dopo la sconfitta per 3-1 in Norvegia contro il Bodø Glimt, nell’andata del play-off, questa volta saranno i fulmini gialli dell’Artico a doversi adattare a quel che troveranno a San Siro. A cominciare dal prato. “Prima dell’andata abbiamo avuto una settimana di m…, per le polemiche seguite a Inter-Juve. Adesso veniamo dalla vittoria di Lecce, stiamo bene. E qui abbiamo l’erba”, ha detto Chivu, ancora scottato dall’infortunio di Lautaro sul terreno sintetico di Bodø. A un cronista norvegese che gli ha chiesto se sarebbe “vergognoso” uscire col Bodø, ha replicato: “Lei ride pure? Complimenti. Nel calcio non c’è niente di vergognoso, bisogna rispettare l’avversario, e lei non ci rispetta”. È un fascio di nervi. Gli serve una vittoria con tre gol di scarto per arrivare agli ottavi. Gliene bastano due – si fa per dire – per andare ai supplementari.

La punzecchiatura del tecnico norvegese

“In Italia si parla tanto del terreno di gioco. Anche il Manchester City ha perso 3-1 da noi, ma il campo non lo hanno nominato. Parlarne è poco furbo”, risponde per le rime Kjetil Knutsen, tecnico del Bodø, venerato come una divinità nella contea di Nordland. Ha vinto a Madrid contro l’Atletico ed è convinto di potersi ripetere a San Siro, anche se per passare gli basta una sconfitta con un solo gol di scarto.

3.500 i tifosi ospiti

I norvegesi, fermi da due mesi in campionato per il freddo, hanno raggiunto Milano da Malaga, in Spagna, dove si allenano. Si giocano la possibilità di portare una città di 52mila abitanti dritta nella storia del calcio. Con ogni probabilità, schiereranno l’esatta formazione dell’andata, con l’attacco affidato al tridente Blomberg, Høgh e Hauge, ex rossonero, che ha punzecchiato: “So che il mio gol all’andata ha fatto felici i milanisti”. Al seguito avranno 3.500 tifosi, arrivati dalla Norvegia su voli attrezzati con doppie razioni di birra, o già in Italia per i Giochi invernali.

I prezzi accessibili per uno stadio pieno

I nerazzurri risponderanno con il solito Zieliński in regia – Çalhanoğlu non è nemmeno convocato – e con la coppia Thuram-Pio Esposito in attacco. Dumfries, dopo tre mesi di stop, scalpiterà in panchina. Alla Pinetina sono tutti consapevoli di quanto farebbe male uscire dalla Champions, proprio ora che in campionato i rossoneri sono scivolati a dieci punti di distanza. Ci sono tifosi interisti che invece quasi se lo augurano. Sono quelli che non hanno mai perdonato a Inzaghi il dispendio di forze che ha portato la squadra a giocare e perdere due finali di Champions in tre anni, lasciando uno scudetto al Milan e uno al Napoli. Ma è probabile che a tifare ci saranno anche loro. Anche perché, per una volta, i prezzi sono accessibili. Per un seggiolino in terzo verde si spendono 12 euro. Segno che il club confida nel suo stadio: se a Bodø la differenza l’ha fatta il sintetico, a Milano dovranno farla i 70mila sugli spalti.