Una tragedia che ha scioccato il mondo del calcio. È morto Alex Manninger, 48 anni, ex portiere di Fiorentina, Torino, Bologna, Brescia, Siena e Juventus, con cui ha vinto uno scudetto nel 2012. Terribile la dinamica dell’incidente fatale: secondo quanto riportano i media austriaci, l’auto di Manninger è stata travolta da un treno in corsa mentre attraversava un passaggio a livello senza barriere. L’incidente è avvenuto a Salisburgo nel mattino di giovedì 16 aprile e ha bloccato la circolazione dei treni austriaci nella zona: illesi i passeggeri del convoglio, ma per l’ex portiere, che viaggiava da solo in auto, non c’è stato nulla da fare. Le cause dell’incidente restano ancora da chiarire. La procura ha avviato un’indagine per ricostruire quanto accaduto. Gli inquirenti stanno inoltre verificando se il segnale rosso al passaggio a livello fosse attivo e funzionante al momento dell’impatto.
Chi era Manninger
Appena la notizia è circolata, il mondo del calcio si è stretto intorno alla famiglia del portiere. Manninger ha giocato in grandi club in Italia e all’estero: dalla già citata Juventus all’Arsenal, Espanyol, Salisburgo e Liverpool. Molto toccante il ricordo della Juventus, di cui l’austriaco è stato a lungo il secondo portiere, il vice di un mito come Buffon: “In un’epoca segnata dalla presenza monumentale di Gigi Buffon, Manninger ha saputo farsi trovare pronto ogni volta che è stato chiamato in causa, diventando un punto di riferimento assoluto per lo spogliatoio e una garanzia tra i pali. – è stato il ricordo del club bianconero - Oggi salutiamo non solo un grande atleta, ma un uomo dai valori rari: umiltà, dedizione e una serietà professionale fuori dal comune”. Messaggio chiuso dalle parole di Chiellini, suo ex compagno e dirigente della Juventus: “Oggi è un giorno tristissimo, ci saluta un compagno di squadra esemplare e una persona di grande valore”.
Il commosso saluto di Buffon
Nonostante in campo fosse riconoscibile, con la chioma bionda e i suoi movimenti rapidi e scattanti tra i pali, Manninger era una persona riservata e dopo aver smesso di giocare a calcio, si era ritirato a vita privata, abbandonando le luci della ribalta per una vita più serena e rilassata. Una scelta che non ha intaccato il suo ricordo e l’affetto nei suoi confronti: “In un mondo spesso curvo e genuflesso, che rincorre sopraffazione, carrierismo e guadagni facili, tu hai sempre rivendicato la tua libertà, mantenendo una postura eretta e l’orgoglio di chi sa cosa vuole – lo ha salutato Gigi Buffon sui social -. Ogni parola è superflua. Ogni lacrima sarebbe solo l’ennesima per la perdita di un amico e di una persona che ho sempre ammirato. Hai scelto di rimanere indipendente dall’assuefazione del mondo del calcio, andando alla ricerca della tua felicità nelle cose semplici: una vita salutare nei boschi, la pesca, la natura, la famiglia”.
Una vita lontano dai riflettori
Era un uomo libero, Alex Manninger, che dopo aver regalato tante gioie ai suoi tifosi, tra cui il “double” da titolare con la maglia dell’Arsenal, aveva staccato con il calcio dedicandosi completamente alla sua famiglia: i figli, la moglie, la vita lontano dai riflettori. Aveva indossato anche la maglia della nazionale austriaca per 33 volte: “Alexander è stato un ambasciatore eccezionale del calcio austriaco, sia dentro che fuori dal terreno di gioco – è stato il ricordo di Peter Schottel della Federazione austriaca - La sua professionalità, calma e affidabilità lo hanno reso una parte integrante delle sue squadre e della nazionale”.
