COMO – “Bastoni va protetto, parliamo di quello che può essere il futuro capitano della Nazionale”. Anche Cesc Fabregas si è schierato al fianco di Alessandro Bastoni, diventato ormai bersaglio delle tifoserie avversarie dell’Inter dopo la simulazione in Inter-Juve dello scorso 14 febbraio, il derby d’Italia passato alla storia per il caso Kalulu, ingiustamente espulso per doppia ammonizione.
Il precedente di Materazzi
La presa di responsabilità di Bastoni, che si è detto pentito per avere esultato all’espulsione dell’avversario, non è bastata a spegnere il malumore nei suoi confronti. Da quel momento ogni trasferta si è trasformata in una pioggia di fischi. Una situazione simile a quella che ha vissuto per anni un altro forte difensore nerazzurro, Marco Materazzi, insultato in molti stadi: in quel caso non erano le simulazioni, ma un gioco considerato eccessivamente duro a non essere perdonato.
Il precedente di Lecce
Il primo segnale della contestazione permanente a Bastoni era arrivato a Lecce, nella gara successiva al match contro la Juve: cori, mormorii e una contestazione costante per tutti i novanta minuti. Uno scenario che si è ripetuto anche a Como, nella semifinale di andata di Coppa Italia, dove il pubblico di casa ha fischiato puntualmente il difensore dell’Inter a ogni tocco di palla. Nella semifinale di Coppa Italia, peraltro, Bastoni era in campo con la fascia di capitano al braccio.
Più forte della contestazione
Bastoni non si è lasciato condizionare dai fischi, giocando con lucidità e personalità. Anche i compagni lo hanno difeso nel post partita, sottolineando come il gruppo sia compatto attorno a lui. Le parole di Fabregas vanno nella stessa direzione: “Succede perché gioca nella squadra più forte d’Italia, sono cose che riguardano le tifoserie. È un giocatore top, può essere il futuro capitano della Nazionale, va protetto. Quel giorno ha sbagliato, è successo anche a me. Si chiede scusa e si va avanti”, ha detto il tecnico catalano del Como. L’impegno in Nazionale All’orizzonte ci sono impegni cruciali per l’Italia, che si giocherà l’accesso al Mondiale attraverso i play-off. Proteggerlo, come suggerisce Fabregas, significa anche tutelare un patrimonio tecnico della Nazionale, ma è probabile che nemmeno questo sarà sufficiente ad evitare che sia fischiato a ogni passaggio, da qui alla fine della stagione. A partire dal derby di domenica prossima, dove i tifosi milanisti probabilmente gli riserveranno un trattamento simile a quello che accompagna ogni partita di Calhanoglu, ex rossonero passato all’Inter a parametro zero.
