A un tifoso con l’abbonamento un gol del Bayern finirà per costare meno di un euro, visto che una tessera in gradinata (negli stadi tedeschi sono stati ripristinati i posti in piedi, quelli che più piacciono agli appassionati veri) vien via a 175 euro, una miseria per godersi la squadra più bella e forte dell’anno, la meravigliosa macchina perfetta che fin qui ha perso due sole partite su 49 (43 le ha vinte) e segnato l’incredibile caterva di 167 reti, quindi quasi tre e mezza a partita. Finirà per battere il record di 171 gol che non appartiene al Barcellona di Messi e Guardiola o a qualche altra squadra che viveva attaccando, ma al Real di Cristiano Ronaldo e di Mourinho (ma non era un bieco difensivista?), che nel 2011/12 ne fece 175.
A Monaco biglietti di Champions a 19 euro
Goderselo, questo Bayern, è persino economico, perché il biglietto singolo nei settori popolari costa 15 euro in Bundesliga e 19 in Champions (e quelli più cari non superano i 120), anche se è praticamente impossibile trovarli: per un abbonamento ci sono liste di attesa che sfiorano i dieci anni, per sperare di entrare all’Allianz una tantum è fondamentale essere soci del club (ma anche quello costa poco: 30 euro per giovani e anziani, 40 per gli adulti), che possono affidarsi al secondary ticketing, comprando il posto dell’abbonato che quel giorno non può andare allo stadio. Il segreto del tasso di riempimento degli stadi della Bundesliga, che supera il 97%, è anche nel prezzo dei biglietti, oltre che nella fantastica atmosfera che si crea negli impianti. La seconda divisione ha 30mila spettatori di media, al livello di Serie A e Liga. L’esame di francese con il Psg Meglio del Bayern quest’anno non c’è nessuno, anche se stasera il Psg cercherà di mettersi di mezzo con Luis Enrique che, con la sua aria sempre più ascetica, smentisce l’asserzione: «Non c’è squadra migliore di noi». Però i parigini hanno avuto diversi passaggi a vuoto, sono usciti dalla Coppa di Francia nel derby con il Paris FC, in Ligue 1 soltanto di recente hanno accumulato un margine di sicurezza (+6) sul Lens, nella fase a gironi di Champions sono arrivati appena quattordicesimi e non hanno ancora toccato i sontuosi livelli della primavera scorsa, quando per altro non avevano un Bayern così sulla loro strada, ma alla fine soltanto un’Inter al lumicino. Il micidiale tridente dei bavaresi La squadra di Kompany, ex difensore di carisma che si perse in una carriera tormentata dagli infortuni (stasera sarà assente per squalifica), è potente e lieve al tempo stesso ed è cucita su misura sui quattro giocatori più importanti, il tuttocampista Kimmich, l’eclettico più perfetto del calcio moderno, e quel tridente ubriacante con Olise, francese di maturazione tardiva ma oggi ormai da Pallone d’oro, a destra, Luis Diaz a sinistra e Kane più o meno dove gli pare, perché più che un centravanti è una sorta di regista offensivo. I tre hanno messo assieme 97 gol e 55 assist, un’enormità. Kane, da solo, ne ha segnati 53 e in questi anni tedeschi sta riscuotendo gli interessi degli insopportabili digiuni di vittorie cui l’avevano costretto Tottenham e Inghilterra, le cause cui si era votato con tanta dedizione. Olise, da solo, ne ha fatti fare ai compagni 29: mettetelo in combutta con Dembélé e Mbappé (e con Cherki, Barcola, Doué, Thuram) e fatevi venire in mente su quale nazionale puntare per la prossima Coppa del mondo.
