Una si doveva far male, non si può essere felici insieme, questo turno di coppa non lasciava spazio per tutte e due. E la strada della gioia l’ha trovata il Bologna dopo una partita lunghissima, intensa, ricca di emozioni gol ed episodi, cambi di umore e ribaltamenti, tra due squadre coraggiose che si sono affrontate senza fare troppi calcoli, rischiando molto, senza pensare, con una buona cifra di qualità: un bel manifesto per il calcio italiano. Se la serie A fosse sempre questa ci divertiremmo di più. Allora, palla in mezzo e vinca il migliore. Ma solo dopo i titoli di coda. Ai supplementari, così fa più male. O fa godere di più, dipende, la felicità è nei dettagli. E il dettaglio è il gol di Cambiaghi al 6° minuto del secondo tempo supplementare.
Il Bologna ha controllato la partita
Il Bologna aveva dominato e controllato la partita per larga parte con il talento e la qualità del suo tridente magnifico, Bernardeschi, Rowe, Castro, non a caso tutti e tre in gol, che stava strapazzando una Roma a tratti imprecisa, confusionaria, ma che ha avuto il grande merito nelle difficoltà di non rinunciare e di crederci. La squadra di Italiano è sempre andata in vantaggio, aveva chiuso il primo tempo sul 2-1, ha creduto sul 3-1 che fosse fatta. Finita. Ma non è stato così. Era ancora lunga. Attendere prego, per festeggiare c’è tempo. L’ingresso di Robinio Vaz ha sparigliato e la Roma era riuscita a trovare il pari e portare la partita all’extra time. Era stato lui, l’ex costosissimo oggetto misterioso a cambiare completamente la fase offensiva della Roma. Chi era perplesso per i 25 milioni spesi ha avuto una risposta: Vaz ha avuto personalità, corsa, ha messo la struttura fisica, ha trovato profondità e giocate per cambiare una partita che sembrava persa con troppo anticipo. Ha dato il suo enorme contributo sull’1-3 guadagnandosi il rigore che Malen ha realizzato per il 2-3 e ha dato il via all’azione del 3-3 di Pellegrini che ha portato le squadre ai supplementari. LA CRONACA DELLA PARTITA Per gli emiliani l’Europa è un posto speciale Ma non è bastato, perché dopo i tempi regolamentari, quando le squadre non ne avevano più, la confusione era tanta, si vedevano palle lunghe e recuperi faticosi, con un Zaragoza in campo disastroso, il Bologna ha avuto il merito di trovare la rete della gioia. Per la squadra di Italiano l’Europa si conferma sempre un posto speciale, è un intervallo di felicità in una stagione che era normale, con il passaggio ai quarti (dove è atteso dalla sfida con l’Aston Villa, già affrontato nella fase campionato, 1-0 per gli inglesi) non lo è più, c’è ora un sogno dietro l’angolo. Si trova nel suo mondo, a suo agio.
I tifosi respingono i giallorossi
La Roma doveva salvare la stagione, usare l’Europa League per dimenticare il marzo terribile, la rimonta clamorosa subita con la Juventus, le sconfitte con Genoa e Como, il quarto posto perso, ma il piano di scorta non ha funzionato e alla fine la Curva Sud ha respinto i giocatori giallorossi, contestandoli. Restano tanti, troppi però. La solidità difensiva non è più un punto di forza. Malen è un attaccante solitario. C’è poca qualità: tanti problemi e una stagione mezza finita. Ci sarà tempo per rifletterci senza coppe.
