Milano – Nel Monte Rushmore dei castigatori più improbabili dell’Inter in Europa, ora è inciso anche il volto di Jens Petter Hauge. L’ex milanista a San Siro ha prima segnato e poi servito un assist, frustrando ogni speranza di rimonta per i nerazzurri. Il suo profilo di pietra si staglierà per sempre al fianco di quello di Michael Hansson, che nell’agosto 2000 segnò al Meazza con la maglia dell’Helsingborg eliminando l’Inter dai preliminari di Champions League, e di quello di Miguel Victor, che sedici anni dopo trafisse i nerazzurri con l’Hapoel Beer-Sheva, contribuendo a sbatterli fuori dall’Europa League.
Inter nuovamente sconfitta
Sconfitte storiche, di quelle che i tifosi non dimenticano, anche perché ci pensano gli avversari a ricordargliele per decenni. «Non sarebbe una vergogna essere battuti al play-off dal Bodø/Glimt», aveva detto alla vigilia Cristian Chivu, mettendo le mani avanti. Ma uscire con due sconfitte — dopo il 3-1 dell’andata, il 2-1 del ritorno — un po’ ci somiglia. Prima volta della Norvegia in una eliminazione diretta in Champions I fulmini gialli del Nordland, primi norvegesi di sempre a superare un turno a eliminazione diretta in Champions League, volano dritti nella storia del calcio, a sfidare una fra Sporting e Manchester City. L’Inter è invece costretta a farsi autarchica e a concentrarsi su quel che resta: Coppa Italia e campionato, in cui ora Chivu può permettersi di provare a dilagare, senza più impegni in settimana. Sembra un non senso per una squadra da progetto Erasmus, che nel quadriennio inzaghiano il meglio lo ha spesso fatto in Europa. E cresce il sospetto che l’inno della Champions dopo il 5-0 subito nella finale di Monaco, per l’Inter sia diventato come la kryptonite per Superman. Primo tempo con tanta volontà e poco altro Nel primo tempo i nerazzurri sono stati lontanissimi dal combinare davvero qualcosa, dimostrando una volta di più il peso degli assenti Lautaro e Çalhanoglu. Luis Henrique si è confermato terzino anomalo, a essere generosi: cento ne tocca e una ne crossa. Thuram e Pio Esposito hanno occupato l’area come atto di presenza, distanti fra loro e inoffensivi. Barella si è fatto perdonare tre quarti d’ora senza mordente con una bella palla recuperata in scivolata, alla Paul Ince. Non abbastanza per cambiare lo 0-0 sul tabellone. Anche perché il Bodø si è tenuto in equilibrio, senza mai traballare. Sale in cattedra il Bodø Nella ripresa l’Inter si è scoperta, cercando con foga un gol che sarebbe stato un buon inizio, e invece ne ha subiti due: prima quello di Hauge, nato da un errore clamoroso di Akanji, poi il bellissimo raddoppio di Evjen, con un destro a incrociare. E solo a quel punto è arrivato il gol di Bastoni, che ha celebrato così — senza gioia — la cinquantesima presenza in Champions League. Per la cinquantunesima dovrà attendere la prossima stagione. Non bastano neanche Ronaldo il Fenomeno e Vieri I tifosi, dopo aver accolto il ritorno di Denzel Dumfries, entrato nel finale dopo tre mesi di infortunio, hanno lasciato in massa lo stadio senza aspettare la fine della partita. E a nulla è servita prima della partita la benedizione di Ronaldo il Fenomeno, invitato dal club come talismano: «Sono qui, ci credo e spero che vada tutto bene. Per una rimonta serve molto l’aiuto dei tifosi». Non è bastato. Al suo fianco, sorrideva l’amico Bobo Vieri, con cui Ronnie ha giocato in nerazzurro solo 11 partite con 18 gol in coppia, uno ogni 37 minuti. Esattamente il ritmo che sarebbe servito all’Inter contro il Bodø/Glimt per portarla almeno ai supplementari. Doveva essere il Festival del gol di San Siro, è stata una serata di stecche. Inter (3-5-2) Sommer 6 – Bisseck 5 (36’ st Dumfries sv), Akanji 4, Bastoni 6 – Henrique 5.5 (17’ st Diouf 5), Frattesi 6 (17’ st Bonny 6), Zielinski 5.5 (17’ st Sucic 5.5), Barella 5, Dimarco 6.5 (36’ st Augusto sv) – Thuram 5, Esposito 5.5. All. Chivu 4.5. Bodø/Glimt (4-3-3) Haikin 6.5 – Sjovold 6.5, Bjørtuft 6.5, Gundersen 7, Bjørkan 6 (40’ st Aleesami sv) – Evjen 7.5 (37’ st Saltnes sv), Berg 7, Brunstad Fet 6.5 – Blomberg 6 (32’ st Määttä sv), Høgh 6.5 (32’ st Helmersen sv), Hauge 8. All. Knutsen 7.5. Arbitro: Hernández (Spa) 6. Reti: 13’ st Hauge, 27’ st EvjenInter, 32’ st Bastoni Note: ammonito Gundersen.Spettatori: 70.441.
