Destini incrociati a schema libero. Dopo trentasette giornate di campionato, la corsa Champions è ancora un enigma. In ballo ci sono i sogni dei tifosi. In palio, una settantina di milioni, indispensabili per i club di vertice, abituati a spendere come se fosse certo il quarto posto, ma ancora costretti a giocarsi la qualificazione. Milan in ritiro, Juve senza Yildiz È un rebus difficile da leggere il Milan, che per preparare la partita di domani sera a San Siro con il Cagliari si è chiuso in ritiro in cui spera di trovare soluzioni a un incastro non facile, fra l’ad Giorgio Furlani, probabilmente destinato a salutare, e Max Allegri determinato a restare a Milanello, ma corteggiato da molti, Nazionale compresa. Lo è tanto più la Juventus, ultima nel sudoku della conta dei punti, attesa dal derby in casa del Toro, che vuole festeggiare i cinquant’anni dello scudetto di Graziani e Pulici. Dovrà farlo senza Bremer, squalificato, e senza Yildiz, fermato da noie al polpaccio. Como furioso con l’Inter, Roma col Verona non si rilassa Pari alla Juve, ma con gli scontri diretti a favore, c’è il Como, che sulla carta ha la partita più complicata fra le quattro della volata Champions che si giocheranno in contemporanea, in trasferta contro la Cremonese in lotta per la salvezza col Lecce. Per evitare il «rilassamento», parola che gli esce di bocca come se avesse un cattivo sapore, Fabregas ha scaldato l’ambiente punzecchiando il vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti, amico del padre di Nico Paz: «Deve portare rispetto, non lavora né per il Como né per il Real Madrid. Nico non giocherà nell’Inter l’anno prossimo». E si trova di fronte a un rompicapo non di poco conto Gasperini, pronto a guidare una Roma galvanizzata dalla vittoria con la Lazio, ma senza Wesley e Pellegrini. I 70 punti, gli stessi del Milan, non consentono di stare tranquilli. Per risolvere l’equazione, basta vincere contro il Verona condannato alla serie B, ma che nell’ultimo mese ha pareggiato con Juventus e Inter. Società nel caos A un passo dall’uscita del labirinto, le quattro aspiranti per i due posti dietro a Inter e Napoli arrivano con sentimenti diversi, ma tutte ancora in cerca di una via. Il Como ha già avviato i lavori per rifare la curva del Sinigaglia, in tempo per l’Europa. Quale, si vedrà. In ogni caso dovrà districarsi fra le norme Uefa, che ai club iscritti ai suoi tornei chiede entrate commisurate agli investimenti, fra cui vanno contate le birre che il club stasera offrirà ai propri tifosi davanti alla tv in 21 bar di città e provincia. Alla Juve Spalletti, spesso oracolare, è stato chiaro: «Io parlo con Elkann». Basta unire i puntini: è una sfiducia al francese di origini varesine Comolli, sempre più all’ombra di Giorgio Chiellini. A Milanello, Allegri è impegnato a isolare la squadra dalle voci che arrivano da Casa Milan: Cardinale si fida sempre più dell’ex ad dell’Atp Massimo Calvelli, il direttore tecnico Moncada è persona sgradita al centro di allenamento, i tifosi sognano un ritorno di Galliani e il direttore sportivo Tare, a sorpresa, potrebbe restare in caso di probabile rottura dell’asse Furlani-Moncada-Ibra, pronto a commentare i Mondiali americani per Fox. In casa Roma, più del probabile arrivo come ds di Tony D’Amico al fianco del Gasp, a catalizzare l’attenzione è il quiz sul futuro di Paulo Dybala: che con i soldi della Champions, e una sua rinuncia alle pretese economiche, potrebbe rinnovare. Tutto dipende dal dilemma Verona.
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Champions, brividi per 4: destini incrociati, discussioni e problemi societari
Franco Vanni·

Milan, Roma, Como e Juve domani corrono per due posti. Nico Paz ai saluti, Fabregas avvisa l’Inter: “Non giocherà da voi”
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