LONDRA - “Mi ci vorranno anni per riprendermi dalla sconfitta di ieri sera”. Il CEO della Juventus, Damien Comolli, parla dal palco del Football Festival del Financial Times a Londra, il giorno dopo l’inutile vittoria dei bianconeri contro il Galatasaray (3-2) e l’impresa sfiorata, in dieci uomini, dopo la disfatta all’andata in Turchia per 5-2.
La caccia alla Champions
“Ti dicono che più invecchi e più ti abitui, e sono nel calcio da 33 anni, ma non è così. Mi serviranno anni per riprendermi”, ammette Comolli, “ma i tifosi sono stati assolutamente straordinari ieri sera. Anche quando abbiamo subito i due gol, hanno continuato ad applaudire la squadra. E ovviamente anche i giocatori sono stati fantastici. Emozioni e frustrazione insieme. Ma abbiamo dimostrato di essere vivi e vogliamo giocare la Champions League anche l’anno prossimo”.
Il rosso a Kelly “ci farà male per molti anni”
Sulla controversa espulsione di Kelly, “spero di non essere squalificato dalla Uefa come già avvenuto in Italia”, risponde sarcastico Comolli dopo la lunga inibizione subita dopo aver affrontato l’arbitro La Penna nell’intervallo dell’ultima Inter-Juventus, “ma è un’altra espulsione incredibilmente frustrante. Ci hanno assegnato un arbitro (il portoghese Pinheiro, ndr) con soltanto 10 partite di Champions alle spalle, in un match vitale. È un altro cartellino rosso assolutamente inesistente e siamo fuori dalla competizione. Un episodio che ci farà male per molti anni a venire”.
Le ambizioni della Juve
Sulle critiche e le sconfitte delle ultime settimane: “Dopo la disfatta con il Como dicevano che dovevamo dimetterci tutti, che dovevamo cambiare tutti i giocatori”, nota Comolli, “e invece ieri sera abbiamo dimostrato che abbiamo una grande squadra che può suscitare emozioni fantastiche. Siamo allineati tutti, dal proprietario John Elkann, alla dirigenza e ai calciatori. Sappiamo cosa vogliamo, tutti, dal primo all’ultimo. Abbiamo tutto per vincere e sono sicuro che lo faremo nei prossimi anni”. Infine, sulla sua esperienza alla Juve sinora, Comolli racconta che è “un enorme privilegio. Questo club è in mano alla stessa famiglia dal 1923. La prima volta che mi ha contattato John Elkann mi ha fatto capire l’onore di essere alla Juventus con tre parole”. Il dirigente francese non rivela quali siano queste parole, ma assicura: “Me le ricorderò per sempre e me le porterò fino al letto di morte”.
