Napoli - Meno 9, quante sono le partite che mancano alla fine del campionato e anche i punti di distacco dalla capolista Inter, a cui il Napoli ha recuperato negli ultimi 180' cinque lunghezze. Ma è tardi per sognare una clamorosa rimonta per lo scudetto e per questo in casa azzurra i conti si fanno con più pragmatismo sul lungo sprint per la zona Champions, più vicina grazie al filotto di 3 vittorie di fila appena messe insieme contro Verona, Torino e Lecce. La squadra di Antonio Conte sta ritrovando il passo giusto ed è attesa adesso dall'anticipo di venerdì a Cagliari: l'ultimo impegno prima della sosta per la Nazionale. Il vantaggio sul quinto posto è già consistente e con un altro successo la strada si farebbe tutta in discesa, con concrete possibilità di tagliare il traguardo anche in anticipo.

Il Napoli prende troppi gol

L'unico tarlo sono i problemi difensivi, legati alle pesanti assenze di Rrahmani e Di Lorenzo. Il Napoli continua infatti a subire troppi gol e anche con il Lecce è stato costretto a risollevarsi dopo una partenza a handicap. Ma l'emergenza è almeno alle spalle negli altri reparti e si è vista al Maradona la differenza che fa ad avere di nuovo a disposizione dei big del calibro di De Bruyne e McTominay, a cui sono bastati 45' per ribaltare la gara partendo dalla panchina. Conte non può ancora utilizzarli a pieno regime dopo le lunghe assenze per infortuni (come per Anguissa e Lukaku) e continuerà quindi a dosare le forze dei suoi campioni, che però pure part time hanno la qualità per cambiare il corso di qualsiasi partita. Il Napoli ha un organico forte e senza la perenne emergenza avrebbe potuto lottare per lo scudetto fino alla fine. Dal punto di vista tecnico, dunque, ci sono già delle basi robuste per programmare un futuro ambizioso, soprattutto se sarà percorsa la strada della continuità.

Gli infortuni e l’esposizione mediatica

Non ci sarà bisogno di una campagna acquisti faraonica in estate e per questo i prossimi step di crescita del club sono legati a delle problematiche diverse dal mercato. De Laurentiis e Conte – uniti da un contratto in scadenza nel 2027 – ne sono ben consapevoli e nel consueto vertice di fine stagione sono pronti per confrontarsi su tutto quello che non ha funzionato, in campo e fuori. Sul tavolo la questione dei tantissimi infortuni, dei recuperi molto dilatati nel tempo e delle sinergie tra gli staff. Poi c'è la questione mediatica, con l'allenatore leccese che è passato da un eccesso all'altro negli ultimi mesi: esponendosi da manager in prima persona fino a inizio gennaio e poi sparendo completamente dai radar, con l'espulsione a San Siro contro l'Inter a fare da spartiacque. Più sullo sfondo la questione del nuovo centro sportivo: un progetto a cui l'ex ct tiene parecchio e che tarda invece per ora a decollare. Il 1 agosto il Napoli festeggerà il suo centenario e non ha ancora una casa di sua proprietà. Idem per lo stadio. Conte ha sempre detto di voler lasciare una traccia duratura del suo passaggio nel club, anche quando andrà via. Ma De Laurentiis la pensa nello stesso modo e nel vertice tra i due dovrebbe esserci di conseguenza unità di vedute. Nulla fa quindi pensare all'ipotesi di un divorzio anticipato, per il momento. Gli azzurri hanno un ciclo da completare e per la prossima stagione c'è già un obiettivo: fare un percorso molto più onorevole soprattutto in Champions League. Ci tengono nello stesso modo presidente e allenatore: a maggio la fumata bianca.