Non buttiamoci giù, c’è il campionato che tutte le amarezze azzurre porta via, anche perché ne ha già abbastanza di sue per rimpiazzare quelle altre. Da dove si ricomincia? Domani pomeriggio da Sassuolo-Cagliari, un modo molto soft per addolcire il ritorno alle misere faccende di casa nostra che per il resto verranno presto orientate verso il grande dubbio che scandirà queste settimane di primavera: riuscirà l’Inter degli azzurri depressi, a partire da Bastoni, a risintonizzarsi per tempo sulla propria superiorità e respingere l’assalto, per altro non irresistibile, di Milan e Napoli? La serie A è pilotata da tre squadre piene di problemi: anche questo dice molto. Inter-Roma a Pasqua, Pasquetta con Napoli-Milan Ci affacciamo subito su questo turno pasquale (tre partite domani, tre domenica, quattro a Pasquetta) con un paio di sfide dall’aria decisiva, perché per l’Inter la Roma, anche questa Roma incerottata (c’è Soulé ma è andato ko Wesley) e pure lei con un paio di giocatori con un macigno sullo stomaco (povero Cristante), sarà una bella gatta da pelare, anche se Chivu, che ha perso Bisseck per quindici giorni, dovrebbe finalmente ritrovare Lautaro dopo un mese e mezzo, il periodo più complicato della stagione nerazzurra, visto che la produttività offensiva della squadra è inevitabilmente precipitata. Chissà se ha ritrovato entusiasmo almeno Thuram, che con la Francia è tornato al gol. Le inseguitrici si sfideranno il giorno dopo al Maradona, quando avranno chiara l’idea se da lì potranno uscire delle minacce concrete alla capolista o se in ballo ci sarà solamente il secondo posto, al massimo qualche illusione. Non aiuterà a rasserenare le otto settimane che mancano il fatto che per una successione (al momento ipotetica) al posto di ct, ne sono già coinvolti, almeno a livello di chiacchiere, Allegri e Conte: che hanno sufficiente pelo sullo stomaco per infischiarsene, ma forse il mondo che gravita attorno a loro no. Ciò che conta, per quei due, è aver ritrovato l’organico al completo, o quasi: per Antonio è una benedizione (quanti punti gli è costata l’assenza di De Bruyne, di McTominay, di Anguissa e quella ancora in sospeso di Neres e Di Lorenzo?), per Max un consolidamento della consapevolezza. Gli tornerà assai utile persino Gimenez, dopo tutto il miglior centravanti della rosa. Lunedì il Como Nel frattempo il Como, lunedì a Udine, proverà a difendere il quarto posto, la serie di cinque vittorie consecutive e la sua dimensione aliena, visto che non ha niente di italiano e nemmeno italiani, mentre la Juventus e Spalletti continuano a preannunciare un rinnovo di contratto che ancora non c’è, anche se tutti avevano fatto sapere che le settimane della pausa sarebbero state sfruttate per firmare. Invece Comolli rientrerà a Torino soltanto oggi (o addirittura direttamente lunedì per la partita contro il Genoa) dopo due settimane all’estero, tra impegni di lavoro e privati, quindi bisognerà aspettare un altro po’, anche se la società assicura che c’è già accordo su tutto. Vedremo. La prima richiesta di Spalletti è la conferma di Vlahovic, che la dirigenza bianconera sta provando a convincere aggirando gli agenti e trattando direttamente con il giocatore e il padre. È questo il tiramisù offerto dal menu.