Quando la sera dei miracoli sembrava a un passo dal diventare la notte delle beffe, ecco il lieto fine più esaltante. Il Bologna formato europeo sa come fare a tenersi gli ultimi colpi di scena per sé e vincere tre volte la corrida dell’Olimpico. Una gioia sudata, strameritata per tre quarti di gara sfavillante e quasi gettata via in dieci minuti con gambe tremanti, ma coronata col trionfo al supplementare. L’attacco fa faville, Roma è ancora teatro di gioie per il popolo rossoblù, un’altra notte indimenticabile che porta ai quarti di Europa League. Appuntamento il 9 aprile al Dall’Ara e il 16 a Birmingham col solito Aston Villa, unico che ha battuto i rossoblù in Europa.
Ma questa squadra non teme nessuno.Un Bologna di cuore e personalità internazionale a mezz’ora dalla fine sembrava averla saldamente in mano, annullando le grandi sbandierate e coreografie dei 65mila romanisti la cui spinta era diventata contestazione quando Castro segna il 3-1 spedendo sotto al sette il pallone che il devastante Rowe strappa via dal possesso di N’Dicka. Olimpico tra rabbia contro la squadra e minuti di silenzio in cui si sentono solo i 3435 tifosi rossoblù, per poi rianimarsi col rigore ingenuo concesso da Freuler a Vaz che rimette in campo la Roma e la Curva Sud. Fino al 3-3 di Pellegrini, ancora letale entrato dalla panchina dopo l’immediato ko di Koné, bissando il gol decisivo dell’andata con un altro altrettanto pesante dopo aver già fatto l’assist del primo pareggio giallorosso dell’infinita serata romana.
Rowe, Bernardeschi e Rowe: i tre davanti sfoderano un’ora clamorosa, e se Italiano dice sempre che da come gioca l’attacco dipende la prestazione della squadra, questo spiega tanto del 3-1 rossoblù dopo 58’. Poi i protagonisti davanti cambiano tutti e le sostituzioni di Castro e Rowe sembrano di quelle destinate a fare discutere. E invece a inizio del secondo supplementare Dallinga e Cambiaghi confezionano il crimine perfetto in contropiede, rimandando in delirio il popolo rossoblù. Il Bologna costringe la Roma a rincorrere per tutta la partita, dallo 0-1 che parte da una serie di campanili addomesticati da Bernardeschi, col prezioso lavoro di Castro per la sponda a Rowe. Poi lì c’è la qualità dell’inglese che sfodera il colpo perfetto. La calma olimpica di Bernardeschi è in ogni zona del campo una chiave, coronata col suo quinto gol in Europa League col rigore senza paura per che manda i rossoblù avanti all’intervallo: anche qui l’azione nasce dal Dieci che premia la sovrapposizione coi tempi perfetti di Zortea, bravo a vedere il pertugio e prendersi il fallo.
Dopo il contraccolpo della doppia rimonta subita il supplementare potrebbe ancora evitarlo al 92’, se Freuler avesse la lucidità giusta davanti a Svilar, ma c’è un’altra mezz’ora per rivincerla e la grande prova di squadra e di mentalità del Bologna trova la sua apoteosi all’overtime. Una carattere di ferro che merita il sogno che la squadra si regala. Proprio ieri era un anno dai funerali di Dandy Bestia. E sì, questo Bologna è uno Skianto.
