ROM A – Piange, Gasperini. E poi abbandona la conferenza stampa in anticipo, scattando verso la porta e aprendola con un calcio. L’uscita di scena dopo una settimana da cinema. Tutta l’esasperazione del tecnico della Roma, tenuta in gabbia per quasi mezz’ora di contenimento forzato dei sentimenti, esplode dentro Trigoria. Davanti a tutti.
Il legame con l’Atalanta
Per venti minuti buoni tiene il filo della conferenza, dribbla bene le domande scomode: “Parlo solo della partita”. Poi s’inceppa quando riflette sull’Atalanta (domani alle 20.45 ospite della Roma) e sui Percassi, la sua vecchia proprietà. È il suo passato e non l’ha dimenticato: “Ero legatissimo a loro. Una società capacissima, in sintonia con l’allenatore. Poi la sintonia è venuta meno”. E qui scoppia. Troppa pressione. Un misto di rammarico e frustrazione.
La sorpresa per le parole di Ranieri
Perché non può rispondere ai colpi del senior advisor Claudio Ranieri come vorrebbe. Per una settimana ha solo incassato. E non ce la fa più. Tanto che la conferenza stampa non inizia con una domanda, ma col suo discorso: “L’intervista di Ranieri ha creato questa situazione. Per me si è trattata di una sorpresa incredibile, non me l’aspettavo”. Per salvarsi, abbandona la via della guerra. “Da quel momento in poi mi sono preoccupato solo di non rispondere, per non creare danni alla squadra e al pubblico”. Ancora una volta, nessuna menzione per la società. L’unica proprietà elogiata durante la conferenza è quella dell’Atalanta, che “non puntava solo a comprare ragazzi giovani da valorizzare”.
“Non sono una persona così brutta”
Qui una frecciata se la concede. Il destinatario è Ranieri. Dopo Roma-Pisa l’ex tecnico aveva infatti detto: “Abbiamo scelto Gasperini per quello che ha fatto con l’Atalanta: far crescere i giovani”. No, Gasperini non può accettare che la sua creazione venga derubricata in questo modo. L’aveva fatto intendere dopo Roma-Pisa e lo fa capire oggi, quando si commuove parlando del suo passato. “Lì avevo un anno di contratto in più e lo avrei rispettato, ma ho scelto la Roma”. Ma non si pente: “Lo rifarei”. Anzi, ci tiene a precisare che “non sono una persona tanto brutta se a Bergamo e a Genova mi hanno tenuto nove anni”. Per la serie: con me si può lavorare in serenità.
La questione infortuni
Certo, Gasperini non smentisce gli scontri, ma li definisce “normali, fanno parte del gioco”. Come “in un matrimonio, dove si litiga”. Soprattutto, ma non solo, per la questione infortuni. “Wesley è recuperato, vuole giocare”, dice il tecnico. Ma lo staff medico (lascito di Ranieri) pensa il contrario. “Se loro dicono di no, io non posso farci nulla”. In realtà questa settimana ci avrebbe provato, a fare qualcosa, contattando Georg Ahlbaumer, ortopedico svizzero e figura di riferimento per i Friedkin. In breve: un parere medico alternativo. La rincorsa Champions Ma non è solo la questione infortuni a spaccare Trigoria. C’è il mercato deludente, la poca chiarezza sugli obiettivi. La Champions? “La vogliamo io e la squadra”. E la società? “È un obiettivo che non hanno dichiarato”, spiega Gasperini. Che rivendica il sogno del quarto posto, distante tre punti. “Vi prego di parlare di questo. Non creiamo altri problemi”, supplica i giornalisti. “Avrei voluto evitare tutto questo caos, ma è stato impossibile”.
La frattura con Ranieri
La testa sul campo, quindi. Almeno ci prova: “Se perdiamo domani la gara è decisiva. Ma se vinciamo significa che meritiamo la Champions”. Ma poi la conferenza deraglia, come lui non avrebbe mai voluto. Non c’è la quiete dopo la tempesta, ma l’uragano: la frattura con Ranieri è diventata insanabile dopo che lunedì 13, primo giorno utile per la riconciliazione (di facciata), i duellanti sono rimasti a Trigoria fino a tardi senza chiarirsi. Binari separati, per evitare d’incrociarsi anche dentro il centro sportivo: Ranieri trincerato in ufficio, Gasperini sul campo.
In discussione anche Massara
Poi lo scontro del martedì. Dal canto suo, la proprietà medita. In questi giorni Dan Friedkin ha incassato le richieste avanzate dall’allenatore per la sua permanenza in giallorosso: fuori Ranieri e lo staff medico; maggiore attenzione sul mercato. Tradotto: servono giocatori forti e pronti all’uso. Significa mettere in discussione anche il direttore sportivo Frederic Massara, il più silenzioso durante la settimana del caos: il ds non ha voluto trasformare il duello in triello e i Friedkin apprezzano. Del suo futuro si parlerà dopo la fine del campionato. Friedkin, fiducia in Ranieri (che potrebbe lasciare) Invece di quello di Ranieri e Gasperini stanno già parlando, gli americani. Se nemmeno Ed Shipley – uomo di fiducia dei Friedkin a Trigoria – li farà ragionare, non vanno esclusi stravolgimenti anche prima della fine del campionato. Uno su tutti: la separazione da Ranieri, pronto a lasciare. Uno scenario che non piace alla proprietà. Del senior advisor Dan e Ryan hanno fiducia. L’intervento scomposto di Claudio – davanti alle telecamere – riflette il pensiero dei Friedkin ma non lo stile Friedkin. Dal canto loro, gli americani non dimenticano il miracolo dello scorso anno (farina del sacco di Ranieri) e per questo riflettono. Ma blindare il senior advisor significa mettere Gasperini alla porta. Un’altra rivoluzione tecnica, quindi. Sarebbe la settima dal 2021, quando arrivò Mourinho. In ogni caso, non proprio la ricetta migliore per garantire stabilità.
