Roma – Un uomo solo al comando. “Se devo lavorare con le idee degli altri, è meglio che me ne vada da un’altra parte”, sentenzia Gasperini pigliatutto. La cacciata del senior advisor Ranieri era solo l’inizio della nuova Roma a sua immagine: “Rispetto le idee altrui, ma io scelgo le mie”, ribadisce il tecnico dopo il 4-0 sulla Fiorentina, che ravviva la fiamma della Champions, distante ora un punto a tre giornate dalla fine. Questo è quello che l’allenatore ha ribattezzato “binario del campo”. Ma ce n’è un altro, “quello della programmazione futura con la proprietà, ma non è ancora il momento di parlarne”. Invece lo sta già facendo.
Gasperini: “Serve chiarezza, evitare i disguidi”
Perché Gasperini ha fretta di prendersi tutto. E allora declama le condizioni per la sua permanenza: “Serve chiarezza, bisognerà evitare i disguidi che ci sono stati”, punge. Il dualismo con Ranieri l’ha segnato; ci pensa ancora. La richiesta è chiara: l’autorità, dentro Trigoria, non va più frammentata. Il destinatario pure: i Friedkin, che in questi giorni hanno fatto sentire la loro presenza con Corbin, il fratello del vicepresidente Ryan. “Forse, ci siamo capiti male in passato”, rivela. "L'incontro con la società? Mi auguro che ci sia. Magari cominciano a muoversi non solo per questo finale di stagione, ma in prospettiva", aveva detto prima della partita Gasperini.
Il cambio di strategia del Friedkin
Che ora vuole imporsi: pretende un nuovo direttore sportivo (uno tra Manna e D’Amico) e il rinnovo del suo gruppo di fedelissimi (“non chiamateli banda del sesto posto, perché mi dà fastidio”). Un accentramento del potere quanto più distante dallo stile Friedkin, che in questi anni hanno sempre preferito l’assetto tipicamente americano dei pesi e dei contrappesi: da una parte Mourinho, dall’altra il general manager Tiago Pinto; da una parte De Rossi, dall’altra la ceo Lina Souloukou. E infine la coppia che scoppia: Gasperini vs Ranieri. L’ultimo ring di Trigoria ha dato sempre lo stesso risultato: equilibrio in frantumi. Per questo i Friedkin hanno scelto di cambiare rotta: salvare il tecnico e il suo progetto. Almeno per ora, perché la lista della spesa di Gasp è lunga, mentre il bilancio ristretto, lucchettato dall’accordo con l’Uefa. Champions o non Champions (“obiettivo che mi sono posto io con la squadra”, ricorda il tecnico), la Roma ha bisogno d’incassare. Svilar, Ndicka, Koné, Soulé: nessuno è intoccabile. Gasperini, al contrario, non è proprio un sostenitore dell’austerity di Trigoria: “Il gruppo è già forte. Non va smantellato per prendere non ho capito chi”. La proprietà è avvisata. Per la serie: mi avete scelto, ora dovete farlo fino in fondo, alle mie condizioni.
