Milano – Papà Franco ha gli occhi che brillano. È andato a Bergamo da Schiavonea con tutta la famiglia apposta per vedere Rino. In quella che finora è stata la partita più importante della sua carriera da ct della Nazionale, la semifinale play-off con l’Irlanda del Nord, i genitori di Gattuso erano in tribuna per lui. Avevano voluto esserci anche per il debutto sulla panchina azzurra, il 5 settembre con l’Estonia sempre alla New Balance Arena. «Siamo tornati per il nostro Rino. Non ha dormito la sera prima della partita con gli irlandesi. Sa com’è, è il Mondiale e l’Italia manca da 12 anni. Era troppo importante. Lo sapevamo anche noi, quanto era pesante questa notte. La prima, ora ce n’è un’altra». Franco è orgoglioso. Si porta l’indice sulla bocca e distribuisce baci a tutti. «Sono felice, la vittoria di Bergamo è stata una grande emozione. Ancora più bella perché noi eravamo con Rino».

Prima centravanti in D, poi falegname

Lo hanno aspettato a fine gara, mentre lui era occupato nelle interviste: «Ci è venuto incontro e ci ha abbracciato uscendo dagli spogliatoi». La comitiva a Bergamo era lunga: familiari e amici sparsi, un comitato di supporto. Franco ha trasmesso a Rino la passione per il calcio. Faceva il calciatore in serie D, ruolo centravanti. Tifoso del Milan, è stato il primo maestro di Rino, quando sognava di diventare bravo come il papà. Che poi si è messo a fare il falegname, insieme allo zio Damiano, aprendo una bottega non lontano dalla spiaggia di Schiavonea di Corigliano Calabro. Ma il pallone lo conosce e lo capisce: «Con l’Irlanda del Nord ha vinto da vero calabrese, con cuore e testa», dice fiero. Il legame con la sua terra, una costante della carriera di Rino. «È sempre rimasto concentrato, era sul pezzo. Si è preparato benissimo, non ha lasciato nulla al caso». Il legame con i giocatori: “Lo seguono tutti” Una delle chiavi della Nazionale che sogna il Mondiale, il legame tra i giocatori e il ct, che con pranzi e cene ha provato in questi mesi a creare un gruppo. Anche così si spiegano alcune esclusioni eccellenti per questi play-off, come Fagioli o Bernardeschi. Rino voleva andare alla battaglia con i suoi ragazzi: «Con loro ha costruito un bel rapporto. Lo seguono tutti». La sua famiglia lo seguirà anche a Zenica, nel catino del Bilino Polje: «Per Rino saremo in Bosnia. A Bergamo abbiamo vissuto una grande emozione, vogliamo esserci anche stavolta». Insieme, una famiglia. Come quella che Gattuso sta creando in Nazionale. Per sfatare il tabù Mondiali.