In una scena di ‘Tutti a casa’, il film interpretato da Alberto Sordi che, sia pure con momenti esilaranti, rende l’idea della tragica confusione, umana e politica, dell’Italia dopo l’8 settembre 1943, un soldato tedesco chiede al battaglione italiano ormai allo sbando di farlo prigioniero perché della guerra non ne vuole più sapere. Storia simile e al tempo stesso diversa a quella di due soldati tedeschi realmente esistiti. Loro non ne volevano più sapere della loro guerra e ne scelsero una diversa. Erano in Italia, disertarono per passare dalla parte della Resistenza, combatterono, quindi vissero da uomini liberi nel nostro paese. La storia, venuta alla luce grazie alle ricerche di Q44, una associazione nata per tenere viva la memoria del rastrellamento del 1944 nel popolarissimo quartiere romano del Quadraro ordinata da Herbert Kappler, sarà al centro delle celebrazioni del 25 aprile. Il Sankt Pauli festeggia il 25 aprile In Germania un giorno come tutti gli altri, non per il Sankt Pauli, squadra del quartiere portuale di Amburgo. Il 25 aprile lì si celebra. Appuntamento allo stadio Millenrtor, celebrazione non banale ancor di più se inserita nel contesto sportivo. La squadra infatti sta lottando per restare in Bundesliga (finisse adesso il campionato dovrebbe affrontare uno spareggio ricco di incognite con l’Elversberg, terzo in Zweite Liga). Mentre però in altri lidi si esigerebbe una concentrazione totalizzante sul fattore agonistico, club e tifosi non tralasciano neanche per un minuto il sociale. “Il fatto che è per il tifoso del St. Pauli stare in Bundes o Zweite Liga non fa granché differenza”, spiega Massimo Finizio, ex dirigente dei pirati (come vengono chiamati), unico italiano mai eletto in una squadra tedesca in quel ruolo e attualmente direttore di tuttostpauli.com.
Il messaggio itinerante dei pirati
Finizio recentemente ha effettuato una serie di incontri in Italia sul modello partecipativo ed associativo sankt pauliano. Bergamo, Magdeburgo, Brescia, Jena, Bochum, Frosinone, tante le tifoserie che hanno partecipato portando le loro esperienze. La squadra si fonde con una atmosfera alternativa unica. Costruita con risorse economiche limitate (allo stadio un biglietto di tribuna centrale, i posti sono in piedi, costa circa 15 euro) non si tira indietro sia se deve affrontare corazzate come il Bayern Monaco, sia se deve portare avanti le proprie idee. Nella gara con il Werder, club socialmente amico, i giocatori sono entrati in campo con uno striscione che recitava ‘Klassen Kampf’, lotta di classe. In quella con il Friburgo sulle maglie avevano scritto ‘Kein Bock auf Nazis’, ‘Nessun interesse per i nazisti’.
Irvine, il capitano con la fascia arcobaleno
Chi non si tira indietro è di sicuro Jackson Irvine, uomo simbolo, il capitano con la fascia arcobaleno. A inizio stagione, periodo nel quale era anche infortunato, una presa di posizione decisa a favore del movimento pro Pal aveva scatenato una polemica feroce con un dirigente – assai più conservatore di lui - del club. Irvine, che affronterà con la sua Australia le complessità politiche del mondiale americano (a proposito, il St. Pauli ha istituito un ‘premio per la pace’ in risposta polemica a quello assegnato da Infantino a Trump durante il sorteggio dei mondiali), cavalca i concetti senza girarci intorno. Tempo fa ha pubblicato una immagine in cui si ritraeva come Eric Cantona mentre assesta il celebre colpo di kung fu al tifoso del Crystal Palace che lo aveva insultato. Il messaggio a St.Pauli e Brigate Garibaldi Solo che al posto della faccia del giovane, Irvine ha messo quella di Jim Ratcliffe, co-proprietario dello United, che aveva parlato di colonizzazione del Regno Unito da parte degli immigrati. Una tradizione dunque perfettamente allineata con la storia dei due soldati tedeschi. Anche la federazione internazionale della resistenza ha inviato un messaggio al St.Pauli e alle Brigate Garibaldi (il club ufficiale dei tifosi italiani della squadra amburghese). “La resistenza – si legge- vive ancora oggi in forme nuove e profondamente radicate nella società”. E i Pirati sono sempre in prima linea.
