È la lunga domenica della resa dei conti: Parma-Napoli (ore 15) e Como-Inter (20.45). Sette giornate alla fine del campionato e altrettanti punti da recuperare sulla capolista, che ne aveva 14 di vantaggio appena 450’ fa. Gli azzurri hanno dimezzato il loro distacco dalla vetta grazie alle ultime 5 vittorie consecutive e si sono pure ripresi il secondo posto della classifica col sorpasso di Pasquetta sul Milan, creando così i presupposti per mettere almeno un po’ di pressione sui rivali nerazzurri. L’arma in più dei campioni in carica è stata per tutta la stagione il Maradona, con 37 punti su 65 conquistati nel fortino di Fuorigrotta, dove l’ultima sconfitta in campionato risale all’8 dicembre del 2024.
Il patto d’acciaio tra Antonio Conte e i tifosi è stato persino più forte dell’emergenza, permettendo alla squadra di restare a galla nonostante le 6 sconfitte subite fuori casa, senza la spinta del dodicesimo uomo. Ma per la fondamentale sfida di oggi pomeriggio c’è una novità: la presenza di almeno 3500 sostenitori ospiti allo stadio Tardini, con la trasferta che è stata vietata stavolta solamente ai residenti in Campania. Via libera quindi ai gruppi organizzati del centro e del nord Italia, che erano stati a loro volta coinvolti dalle severe restrizioni per motivi di ordine pubblico dei mesi scorsi. I biglietti sono andati a ruba in pochissime ore ed è un segnale di entusiasmo per i giocatori: non tutto è ancora perduto per lo scudetto.
È il remake del duello di un anno fa, quando il Napoli mise le mani sul titolo proprio a Parma. Ma c’è una differenza sostanziale: il vantaggio dell’Inter rimane molto ampio e gli azzurri devono dunque sperare nei passi falsi della capolista, non essendo padroni (a dispetto di 11 mesi fa) del loro destino. È altrettanto vero però che la squadra di Conte può scendere in campo con poco da perdere e con la mente completamente libera, visto che a fine febbraio sembrava tagliata fuori in maniera definitiva dalla lotta per lo scudetto. Gli unici a crederci sempre sono stati Conte e i tifosi, che hanno costruito nei 20 mesi in città del tecnico leccese un rapporto straordinario. Si spiega anche così il sold out del settore Ospiti al Tardini, dopo il bagno di folla al Maradona con il Milan. Lo scudetto tra mille difficoltà è stato comunque già onorato e difenderlo fino alla fine è il premio per la resilienza dei mesi scorsi, in cui i sostenitori si sono compattati intorno al loro condottiero.
Ma è molto solido anche il rapporto tra De Laurentiis e Conte, di cui il presidente ha parlato durante una lunga intervista alla CBS. «L’ho conosciuto alle Maldive dieci anni fa e mi ha affascinato il suo modo di vedere il calcio. Siamo stati amici per tanto tempo, nella stagione del decimo posto l’ho chiamato e lui mi ha detto: “Aurelio vengo, ma voglio partire da zero, non in corsa”. Così è stato, poi è venuto e ha vinto il quarto scudetto, un thriller. Il terzo non fu una sorpresa, dovevamo capire solo quando. Sono stato invece molto emozionato per il bis, un casino fino alla fine. Tutti giocavano per la maglia e per Conte, che urlava ed era eccitato ogni partita, chiedeva di non mollare mai. È un motivatore super». De Laurentiis e il tecnico si incontreranno a fine stagione, per programmare il futuro. Ma prima c’è lo sprint scudetto. A Parma l’arma in più sono i 3500 tifosi al seguito, per il sogno rimonta. Il Napoli vuole mettere ancora più pressione sull’Inter, ospite in serata del Como. È la domenica della resa dei conti.
