Passaggio cruciale nell’avvio della settimana decisiva per la Nazionale. A Dribbling (Raidue) mandano Saverio Montingelli a intervistare Giampiero Ventura. Il valoroso cronista, zazzera al vento, usa toni partecipati. Ventura manifesta tutta la sua fiducia sulla qualificazione, sottolineando a più riprese che stavolta, e ripetiamo stavolta, c’è unità d’intenti e compattezza intorno al Ct. In sottofondo, una musica malinconica da paura.

La sferzata in positivo arriva invece dagli allenatori giovani, coetanei di Gattuso. In primis, Daniele De Rossi che lancia la campagna energetica dopo Genoa-Udinese, invocando la fine delle diatribe su convocati etc, chiedendo di remare tutti nella stessa direzione. La frase: “Cerchiamo di non rompere i cojoni sempre con le polemiche sulla Nazionale”.

Il Napoli vince a Cagliari con un gol di McTominay. Il giorno dopo, la prima pagina de Il Mattino (di Napoli) è dominata dal seguente titolo: “Scott, basta la parola”. Per quelli che possono, ahiloro, ricordare tempi lontani, sembra proprio un irresistibile richiamo a un’antica pubblicità: ovvero quella del confetto lassativo per il quale bastava, appunto, la parola. L’attore che la interpretava era Tino Scott(i).

Una domenica ideale per Maurizio Sarri. Ottima vittoria in trasferta e, da squalificato, del tutto esentato dall’intervista post-partita e soprattutto da quella, amatissima, pre-partita.

Ma esisterà qualcuno che, dopo aver guardato una partita in tv, è uscito di casa ed è andato ad acquistare uno di quei prodotti che vengono pubblicizzati ai lati dello schermo riducendo l’inquadratura, in piena azione?

Derby di Madrid, ieri sera. Brahim si guadagna il rigore del possibile vantaggio dei Blancos e cerca il pallone per trasformare il penalty. Ma lì arriva Vinicius che, ricordando il terrificante rigore fallito da Brahim nell’ormai mitica finale di Coppa d’Africa, si impossessa della sfera e va a segnare.

Pierluigi Pardo in gran spolvero ieri sera per la telecronaca di Fiorentina-Inter. E soprattutto galvanizzato per gli ascolti più che accettabili della prima puntata di Canzonissima su Raiuno, su cui si nutriva preoccupazione. Pardo è uno dei giudici del programma. Il fatto che l’esordio sia avvenuto in concomitanza con il referendum sulla Giustizia aggiunge valore alla performance.

Il telecronista della settimana è però argentino. Ed è quello, diventato presto virale, che si è dotato in postazione dell’autotune dei rapper e lo aziona ogni volta che deve urlare al gol. Il timore che possa aver dato un’idea ai suoi colleghi italiani è di quelli palpabili.