MILANO - "La migliore coppia di doppio al mondo è John McEnroe e chiunque altro", disse Peter Fleming, compagno del geniale newyorkese. Qualcosa di simile, almeno in Serie A, vale anche per Lautaro Martinez: ha funzionato al fianco di Lukaku come di Dzeko e ora fa faville con Thuram. E soprattutto lo fa brillare. Senza Lautaro in campo, il francese sembrava smarrito. Di sicuro, aveva perso la via del gol. Con il ritorno del suo capitano, contro la Roma anche il francese ha ricominciato a splendere: gli ha servito due assist, poi ha segnato di testa la rete del 4-1.

Thuram: “Lautaro mi è mancato”

I due si vogliono bene, e se lo dicono. Dopo la partita, intervistati da Dazn, entrambi hanno raccontato la loro complementarità. Lautaro: "Marcus è tornato. Anzi, non è tornato, ha fatto la differenza come fa sempre per noi. Un calo ci sta, anche io ce l’ho sempre". Thuram: "Mi è mancato Lautaro. Pio e Bonny sono importantissimi, ma è vero che ho un legame particolare con Lauti e anche la squadra ce l’ha. Ci dà sempre l’esempio. È il nostro capitano, ha segnato dopo un minuto". Di nuovo Lautaro: "Un calo lo possono avere tutti, ma sono anni che portiamo l’Inter in alto. Non possiamo permetterci di fermarci, ma un calo si può avere". Con lui in campo, in questa stagione, l’Inter vince quasi sempre.

I numeri spiegano l’importanza di Lautaro

Quello che dicono a parole i protagonisti lo confermano i numeri. Nelle sette gare saltate da Lautaro per infortunio, in tutte le competizioni, Thuram non ha segnato né servito assist. Un dato enorme, se si pensa che per il resto, con il suo capitano in campo o comunque a disposizione, i contatori del francese sono tutt’altro che negativi: dall’inizio della stagione Marcus ha segnato 13 reti (di cui 8 in campionato) e servito 7 assist (5 in Serie A).

Nonostante si parli tanto di Esposito, anche a ragione, l’ex Borussia Monchengladbach è nettamente il secondo attaccante per rendimento. Ovviamente dietro a Lautaro, che di reti ne ha già segnate 20, oltre ad aver servito 4 passaggi decisivi ai compagni. Ma la sua influenza sull’Inter va molto oltre i numeri. E la prestazione di Thuram lo dimostra.