LONDRA - C'erano più di 2500 tifosi l'altra sera all'Old Trafford ad assistere ai quarti di finale della Coppa d'Inghilterra juniores fra Manchester United e Sunderland. La squadra di casa ha vinto 3 a 2, ma così tanti appassionati non erano allo stadio per il risultato, bensì per vedere in azione JJ Gabriel, il ragazzo prodigio di cui tutti parlano, in Inghilterra e non solo. Gabriel troppo piccolo per la Premier Avendo compiuto 15 anni l'ottobre scorso, Gabriel è troppo giovane per giocare in Premier League: il regolamento stabilisce che per scendere in campo nella massima serie inglese bisogna averli compiuti entro il 31 agosto della stagione in corso. Ma l'attesa per il suo esordio nella prossima è tale che i sostenitori dei Red Devils vanno a vedere le partite del campionato juniores per vederlo giocare.
L'invito di sir Alex Ferguson
Non restano delusi. Schierato come centravanti o all'ala, Gabriel ha segnato 10 gol nelle ultime nove gare, è in testa a tutte le statistiche e viene considerato il miglior giocatore under 18 fra tutte le squadre inglesi odierne. Non per nulla lo United stende il tappeto rosso ai suoi piedi, per assicurarsi che il ragazzo prodigio di origine londinese non ceda alle lusinghe di altri club, qui o all'estero: sir Alex Ferguson lo ha invitato a vedere una partita di Premier accanto a lui, Ruben Amorim lo faceva allenare qualche volta con la prima squadra, l'attuale allenatore Michael Carrick, l'ex stella dei Red Devils che ha sostituito Amorim in panchina e li ha resuscitati portandoli in zona Champions, parla di lui con entusiasmo alle conferenze stampa.
La ricchezza della Premier
Naturalmente ci sono stati altri talenti precoci nel calcio inglese: Wayne Rooney esordì con l'Everton in Premier League a 16 anni e a 17 con la nazionale. Non sempre, inoltre, i giovani talentuosi mantengono le promesse quando crescono. Ma l'interesse per Gabriel, insieme a quello per Max Dowman, diventato a 16 anni il più giovane marcatore nella storia della Premier, segnando lo scorso weekend un gol per l'Arsenal che potrebbe avere garantito il titolo, dimostra che il campionato inglese non è il più bello del mondo solo perché è il più ricco e compra all’estero i giocatori più forti: lo è anche grazie alle risorse del vivaio giovanile delle sue squadre. Una lezione da studiare e meditare per l’Italia.
