Le voci su Pep Guardiola che se ne va con un anno di anticipo, e di Enzo Maresca in arrivo al suo posto, non hanno portato bene al Manchester City. Ma hanno portato bene all’Arsenal. Alla penultima tappa, la macchina perfetta del Pep si inceppa e il lungo inseguimento dei Citizens finisce con un pareggio 1-1 sul campo del Bournemouth, squadra rivelazione della Premier di quest’anno. L’unico risultato che andava bene ai City era la vittoria: invece con il risultato di stasera si ritrovano a quattro punti dai Gunners, non più recuperabili, consegnando il titolo di Premier League al club di Londra nord con una giornata d’anticipo sulla fine del campionato.

La classifica di Premier League

Il trionfo dopo 22 anni

A Islington, il quartiere dell’Arsenal, esplode la festa nei pub intorno all’Emirates Stadium: birra, clacson, cortei di auto, cori. È solo l’inizio: ci sarà tempo per festeggiare un successo che si è fatto lungamente attendere. L’ ultimo trofeo di Premier era stato ventidue anni fa, stagione 2003-2004, all’epoca degli Invincibles, come erano soprannominati i campioni allenati da Arsene Wenger per avere compiuto l’impresa, senza precedenti e a tutt’oggi irripetibile, di arrivare al titolo senza perdere nemmeno un match. Poi, però, erano diventati gli “eterni secondi”, specialisti di lunghe fughe in avanti sino a primavera, quando la forma scadeva e gli avversari, recuperando, puntualmente li sorpassavano. Fino a stasera, quando il City ha dato loro una mano a spezzare l’incantesimo.

Al Manchester non basta il pari

A giustificazione dei Citizens, non avevano una gara facile. Il Bournemouth era imbattuto da sedici turni, record stagionale di Premier. E aveva bisogno di punti, per sperare nella qualificazione alla Champions o almeno difendere quella all’Europa League. Gioca un match perfetto, con una difesa di ferro, un centrocampo attento e un attacco sempre pericoloso. Il gol dei padroni di casa arriva al 38’: Junior Kropi, dal limite dell’area, ha il tempo di preparare una palla curva che va a infilarsi imprendibile nell’angolo di Gigi Donnarumma. Tredicesimo gol della stagione per Kropi, miglior marcatore del Bournemouth. Il portiere del City fa poi un paio di grandi parate, evitando che la situazione peggiori. Ma l’undici di Guardiola, pur facendo del suo meglio, non domina come al solito, pareggiando con il cannoniere Haaland soltanto al 94’.

Arsenal ora sogna la Champions

L’ultima giornata, domenica, ora è soltanto una formalità con il City in casa contro l’Aston Villa e l’Arsenal in trasferta nel derby londinese con il Crystal Palace. Ma i Gunners pensano già alla finale di Champions del 30 maggio a Budapest contro il Psg. E alla parata che li aspetta nelle vie di Islington su bus scoperto. Mentre il Bournemouth, sesto in classifica a tre punti dal Liverpool, spera che mercoledì l’Aston Villa vinca l’Europa League contro il Friburgo, che porterebbe il Villa in Champions e il Bournemouth pure.

Gunners in testa da agosto

Per l’Arsenal il bilancio, in attesa del turno finale, è di 82 punti in 37 partite, con 25 vittorie, 7 pareggi e 5 sconfitte: un campionato in testa da agosto, con l’eccezione di un turno tre settimane fa quando era balzato in testa il City. Nell’ultimo mese ha dato sintomi di stanchezza. Prima aveva perso in finale di Coppa di Lega, proprio con il City, ed era stato eliminato ai quarti in coppa d’Inghilterra dal Southampton, la squadra di serie B oggi squalificata per avere spiato gli allenamenti delle avversarie. E poi c’è stata una lunga serie di 1-0, una rete annullata al West Ham dopo il Var tra mille polemiche che potrebbe essere stata decisiva, critiche per troppi gol su schema, dopo un corner o un calcio piazzato. Ma la squadra di Mikel Arteta alla fine ce l’ha fatta con merito e insieme a lui celebra un italiano, Riccardo Calafiori, decisivo in tante occasioni, gran difensore, 1 gol e 2 assist, nel titolo c’è anche la sua firma.