Chi vuole sedersi sullo scranno da ct della Nazionale? C’è chi sogna quella panchina, chi vuole aspettare il momento giusto, chi la rimpiange. Nelle prime file della sprint race azzurra ci sono Allegri e Conte, avversari domani al Maradona. La loro storia racconta di sliding doors che hanno rivoluzionato le rispettive carriere. Conte e Allegri già avversari per la panchina azzurra Max poteva guidare l’Italia nel 2014, alla fine dell’era Prandelli, ma quel posto lo prese Antonio: lui aveva appena lasciato la Juventus, che chiamò per sostituirlo proprio Allegri, aprendo un ciclo vincente quinquennale. Dodici stagioni e diversi scudetti dopo, l’Italia pensa a entrambi per ripartire.
Allegri: “La vita è imprevedibile”
«Non ho ancora riflettuto se mi piacerebbe fare il ct. Sono al Milan, sono contento e spero di rimanerci a lungo», ha detto ieri Allegri, fedele al progetto con il Diavolo. Però in Figc piace per la sua abilità nel selezionare i talenti e valorizzare i giovani (vedi Bartesaghi), e la sensazione è che lui stesso abbia il pallino di coronare a Coverciano la carriera: «Se dovessi essere ancora qui il prossimo anno, mi toccherà riabituarmi alla Champions, perché una volta me l’hanno fatta saltare e un’altra mi hanno mandato via». Cosa c’è dietro a quel periodo ipotetico? «La vita è imprevedibile, intanto arriviamo in Champions». Una piccola apertura? Conte e il ritorno Finisse nei primi quattro posti, il contratto di Allegri si allungherebbe fino al 2028. Quello di Conte con il Napoli scade invece nel 2027, ma Antonio ha sempre detto che per lui conta il progetto, l’ambizione comune. A fine stagione parlerà con De Laurentiis, a quel punto il quadro sarà più chiaro. Resta la tentazione del ritorno in Nazionale, lui che ct lo è già stato nel biennio 2014-16.
Spalletti: “Ci sono ancora le mamme dei Baggio e dei Totti”
Tornerebbe volentieri anche il terzo incomodo, Mancini, che potrebbe liberarsi più facilmente dall’Al Sadd. Nel dibattito si è inserito pure Spalletti, il predecessore di Gattuso: «Se fossimo andati in America non avrei avuto alcun merito, ma ora che non ci andremo non mi sento responsabile». La soluzione ai mali del pallone? «Bisogna ragionare a mente fredda. Ci interessa davvero valorizzare i nostri talenti? La presenza delle proprietà straniere alla guida dei nostri club ci fa piacere, ma se si parla della cura dei nostri ragazzi per loro è ragionevole fare discorsi diversi. Ci sono ancora mamme come quelle di Baggio, Totti, Del Piero e Cannavaro, occorre saper cogliere la qualità dei figli che ci mettono a disposizione», ha detto presentando la partita della Juventus contro il Genoa di De Rossi. De Rossi, da parte sua, ha ammonito: «Dal macellaio al pizzicagnolo hanno tutti la ricetta magica per far rinascere il calcio italiano. Vedo amici distrutti, non faccio chiacchiere». Klinsmann: “Da voi Yamal farebbe la serie B” Secondo l’ex ct tedesco Klinsmann, «l’Italia paga la mancanza di leader, di giocatori che saltino l’uomo e di fiducia verso i giovani. Da voi Yamal e Musiala verrebbero mandati in serie B per fare esperienza», ha detto a Rai Sport. Nel duello a distanza tra Inter e Roma Chivu ha difeso Bastoni, mentre Gasperini ha analizzato la crisi di sistema: «Io ct? Serve un riassetto totale per portare i ragazzi a essere competitivi».
