MILANO – Un premio dalla Figc per la qualificazione ai Mondiali. È stato questo uno dei temi nello spogliatoio della Nazionale prima della partita che valeva il pass per l’America, la finale play-off con la Bosnia. A Zenica si respirava un’aria pesante. Più che adrenalina e tensione, nervosismo. Un gruppo di giocatori azzurri ha iniziato a informarsi sulla presenza o meno di una ricompensa in caso di successo al Bilino Polje. Si discuteva di una cifra intorno ai 300mila euro, ovviamente da dividere per tutti e 28 i convocati. Insomma, poco più di 10mila euro a testa. I calciatori ne hanno parlato con alcuni elementi dello staff tecnico, le figure a loro più vicine. Una mossa evidentemente inopportuna e intempestiva. È servito l’intervento di Gattuso per dissuaderli: l’ex ct gli ha fatto capire quanto fosse fuori tempo quella richiesta. Il senso delle sue parole: meritiamoci la qualificazione sul campo, poi vedremo. Il triste epilogo della storia ha dato ragione a Rino, ma sintetizza l’animo con cui alcuni calciatori sono arrivati alla sfida che poteva riportare la Nazionale ai Mondiali.
Lo sconforto di Donnarumma
Martedì mattina Gattuso non era sereno. Il suo stato d’animo andava oltre la normale elettricità del momento: l’atmosfera era tetra. Come nera è stata la prestazione degli azzurri, a partire dalla sciagurata espulsione di Bastoni. A fine gara da contratto dovevano andare tre calciatori a parlare con la Rai, uno in campo (la cosiddetta super-flash) e due nella zona che conduce agli spogliatoi (l’intervista flash). L’unico che ha avuto il coraggio di presentarsi davanti alle telecamere è stato Leonardo Spinazzola, peraltro visibilmente dispiaciuto, con gli occhi gonfi di lacrime: “È un grande dispiacere per tutti noi, gli italiani, i bambini che non potranno vedere un altro Mondiale”. Poi è arrivato Gattuso, ovviamente. Nessun altro. Il capitano Donnarumma ha vissuto emozioni contrastanti: al fischio finale era infuriato, arrabbiatissimo. Nelle ore successive è arrivato lo sconforto. Chi gli è vicino lo descrive come distrutto dall’ennesima esclusione dell’Italia dai Mondiali. Gli altri azzurri erano perlopiù silenziosi. La richiesta a Gattuso di restare Prima del rompete le righe non è volata una mosca. Molti erano consapevoli che questa era la loro ultima occasione di partecipare a una Coppa del mondo. Anche così si spiega la tristezza e quel silenzio assoluto. La sensazione, diffusa, è che ormai il gruppo sia entrato nell’ottica che può succedere di non qualificarsi alla Coppa del Mondo. Niente di straordinario, è già capitato. Anche se, evidentemente, questo fallimento era meno atteso delle altre volte. Due indizi: l’esultanza ripresa dalle telecamere Rai a Bergamo di Dimarco e Vicario per la vittoria della Bosnia sul Galles, l’intenzione di chiedere un premio alla federazione per l’eventuale qualificazione. Un gesto prima di salutare i senatori lo hanno fatto: sono andati da Gattuso a chiedergli di restare al timone della barca alla deriva, Rino gli ha spiegato che non poteva: e venerdì ha rassegnato le dimissioni. Poi, mentre la marea che ha azzerato i vertici federali montava, sono tornati ai rispettivi club. Senza premio, soprattutto senza Mondiali.
