La notizia è che Cairo ha allungato il campionato di una giornata. Anche se l’Inter vista con il Torino ha dato la sensazione di non dannarsi l’anima tanto da rilassarsi nel finale. Dunque l’unica certezza matematica del turno è arrivato dallo 0-0 tra Milan e Juventus. Era chiaro, nessuna delle due poteva perdere e non capisco chi si scandalizza. La mentalità italiana – non mi piace, lo preciso - è questa.
A San Siro nessuno ha gettato il cuore oltre l’ostacolo
Il Milan del resto, lo ha detto anche Spalletti, ti illude: sembra che hai la partita in pugno ma poi ti frega. Nella Juve ha prevalso la paura e tutti sono stati attenti a non prestare il fianco. Certo, se 22 professionisti vanno in campo con questa idea, diventa una partita dove non si butta il cuore oltre l’ostacolo. E’ una prerogativa di tanti professionisti dello sport, che vogliono restare ad alto livello il più possibile e quindi a volte si barcamenano. Del resto anche nelle finali raramente abbiamo visto partite indimenticabili, perché se hai paura di perdere ti esprimi peggio o non ti esprimi proprio.
La dignità della ricerca del risultato
Nel bagaglio generale degli sportivi ci deve essere anche questo. In molti vorrebbero avere tutti De Zerbi (che adoro) o Guardiola, un tecnico che mi piace tantissimo, o Fabregas con la sua splendida idea di calcio. Mica però c’è bisogno di denigrare la storia di un paese. La ricerca del risultato ha comunque una sua dignità, e poi stiamo parlando di calcio, non di vite salvate in Africa o della scoperta di farmaci miracolosi... Sono solo visioni diverse su un gioco, tutto qui. Adani ad esempio esprime le sue idee con grande passione e questa è una bella cosa. Sbaglia però quando parla male degli altri per avvalorare le sue tesi. Il problema è che al giorno d’oggi per avere successo sembra che serva sempre dare l’impressione di avere la verità in mano. Ma in questo mondo c’è spazio per tutti. A uno piace la scivolata di un difensore, a un altro il tunnel di Messi. Brera e Mura hanno scritto cose meravigliose sulle scivolate di Neeskens.
Un paese di veleni
Il fine settimana è stato purtroppo caratterizzato anche dal caso Rocchi. Sono storie viste e riviste. Visto il tutto da lontano, dico solo che l’Inter non ha bisogno di queste cose e tra l’altro l’anno scorso non ha neanche vinto. Ci sono veleni che forse non risolveremo mai. Del resto viviamo in un paese che ancora fatica ad ammettere che è un reato dire di esser fascista. Figuriamoci se potrà mai risolvere la rivalità tra Inter e Juve, tanto per dirne due.
Ranieri non merita illazioni: atteniamoci ai fatti
Infine, la questione Ranieri, in merito alla quale non ho capito niente. Se c’è una persona che pondera le parole quello è lui, e se ha fatto quell’uscita mi sembra di poter dire che volesse andare via. Probabilmente si aspettava un altro rapporto con Gasperini. Atteniamoci comunque ai fatti, Ranieri non merita illazioni.
