Indisponibili, affaticati e in rodaggio. I giocatori del Napoli appartengono in questo momento a tre categorie distinte e separate, che per colpa dell’infinita emergenza stanno trasformando metaforicamente lo spogliatoio di Castel Volturno in una sorta di torre di Babele: linguaggi - nella fattispecie del corpo - tra di loro quasi incompatibili. Ognuno attraversa infatti un momento di forma tutto suo e per questo la gestione quotidiana della squadra è per Antonio Conte sempre più complicata, visto che è sostanzialmente impossibile varare per il gruppo un programma unico di preparazione. Emblematica la giornata di ieri a Castel Volturno, in cui gli infortunati hanno proseguito il loro ciclo di terapie, gli azzurri più stanchi si sono limitati a fare un lavoro leggere o addirittura di scarico e quelli bisognosi di mettere invece minuti nelle gambe hanno partecipato all’allenamento congiunto con il Portici, sparring partner di Eccellenza. È questa la paradossale situazione con cui devono fare i conti i campioni d’Italia, attesi domenica pomeriggio a Bergamo (ore 15) da un’altra trasferta ad altissimo coefficiente di difficoltà, in cui ci saranno in palio tre punti preziosi per la difesa del terzo posto.Il Napoli sa già che non potranno essere della partita i 5 giocatori ko: De Bruyne, Neres, Anguissa, Di Lorenzo e Rrahmani, in ordine cronologico di sparizione dai radar. È invece ancora in bilico il destino di Scott McTominay, già costretto a saltare per un fastidio muscolare le ultime due sfide contro Como (Coppa Italia) e Roma. Lo scozzese s’è fermato una decina di giorni fa a Genova e da allora intorno a lui si sono accavallati ottimismo e preoccupazione, che continuano ad alternarsi pure nel conto alla rovescia verso la trasferta di Bergamo. L’ago della bilancia è il dolore più o meno intenso con cui è costretto a convivere il centrocampista: più sopportabile in alcuni momenti e intollerabile in altri. L’ultima parola spetta a lui ed è probabile che il tira e molla vada avanti fino alla vigilia della gara contro l’Atalanta, anche se Conte spera che stavolta il suo leader riesca a gettare via in extremis le stampelle, rientrando almeno tra i convocati.La coperta del Napoli è cortissima e recuperare almeno McTominay sarebbe per questo un vantaggio doppio: dal punto di vista tecnico e psicologico. Lo scozzese è un guerriero e prima di fermarsi a Genova aveva convissuto per molti mesi con il dolore, sacrificandosi per la squadra. Ma adesso è comprensibile la sua voglia di recuperare in maniera completa e senza correre altri rischi, anche perché a giugno l’aspetta la grande avventura dei Mondiali americani con la sua Nazionale. Di qui la prudenza a Castel Volturno, dove nessuno si sbilancia per il momento sulla presenza del leader azzurro domenica pomeriggio a Bergamo. Alla gara contro l’Atalanta mancano del resto tre giorni, che saranno decisivi per prendere la decisione definitiva.Conte può solo attendere e intanto ha testato nell’allenamento con il Portici (8-3, il risultato) i suoi attaccanti di scorta. In evidenza Giovane: autore di 4 gol. A segno pure Lukaku e Alisson-Santos, oltre all’inattesa doppietta di Olivera. Dall’inizio o part time a Bergamo ci sarà spazio pure per loro. E per Gilmour. Ma è un altro lo scozzese che il Napoli aspetta a braccia aperte. McTominay deve battere un colpo.
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McTominay, corsa contro il tempo: contro l’Atalantail Napoli ha bisogno del suo leader
Marco Azzi·

Lo scozzese ha saltato per infortunio Como e Roma, chance di recupero per domenica a Bergamo. Anche Giovane si candida per la sfida: poker di gol nel test amichevole col Portici
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