Stanno facendo di tutto per complicarsi la vita da sole. E ci stanno riuscendo. Sembra quasi che Milan e Juventus vogliano aspettare Como e Roma per lanciare la volata finale a un posto nella prossima Champions League. Ieri altri due passi falsi: Allegri ha perso 2-0 a Reggio Emila con il Sassuolo, Spalletti si è fatto fermare sull’1-1 allo Stadium dal Verona già retrocesso in serie B. Il Como aveva pareggiato 0-0 sabato con il Napoli, eppure ha rosicchiato un punto al Diavolo. Ma soprattutto oggi la Roma vincendo all’Olimpico con la Fiorentina può portarsi a 1 punto dalla Juve quarta e a 3 dal Milan terzo.Rientrando, di fatto, nella corsa al tesoro della Champions (la sola partecipazione vale almeno 50 milioni). Il Napoli con i suoi 70 punti sembra al sicuro: a Conte servono tre punti nelle ultime tre giornate, sette per avere la certezza del secondo posto (potrebbero bastarne anche sei, in caso di arrivo alla pari con il Milan si andrebbe a valutare la differenza reti).

Quanti punti servono a Milan e Juve per la Champions

Quindi, Milan e Juventus possono davvero perdere la Champions? Tanto passerà dal percorso della Roma: Gasperini affronterà stasera la Fiorentina e chiuderà con il Parma in trasferta, il derby con la Lazio e il Verona al Bentegodi. Non è un cammino semplice. Più facile, sulla carta, quello del Como: Verona fuori casa, Parma in casa e all’ultima la Cremonese allo Zini. Fabregas però ha 3 punti da recuperare alla Juve e 5 al Milan e soprattutto arriva da un momento poco felice: ha vinto solo una delle ultime cinque partite. Calcolatrice alla mano, al Diavolo per avere il sigillo dell’aritmetica servono 6 punti, 8 alla Juve. Possono metterli insieme? Andiamo con ordine.

Milan: perché può farcela e perché rischia

Partiamo dal Milan, che ha un paio di vantaggi importanti sulla griglia di partenza della sprint race per la Champions. Il primo, ovviamente, il margine più ampio rispetto alla Juve sul quinto posto: almeno 3 punti, dovesse la Roma battere la Fiorentina. Poi numeri solidi negli scontri diretti: è in vantaggio contro Roma e Como, in parità con la Juve. I dubbi nascono però dal rendimento recente della squadra di Allegri, che ha infilato quattro sconfitte nelle ultime sette gare.

La difficoltà del Milan a fare gol

Il Milan fa una fatica bestiale a vincere. E a fare gol. Nelle ultime cinque partite ha segnato solo Rabiot a Verona, nell’intero girone di ritorno le reti sono state 16 in altrettante gare. Una miseria. L’ultimo sigillo di un attaccante è arrivato il 2 marzo a Cremona, in quell’occasione segnò Leao allo scadere. Il Milan sfiderà domenica l’Atalanta a San Siro, poi il Genoa a Marassi per chiudere con il Cagliari in casa. Può fare 6 punti – l’Atalanta non ha più obiettivi, Genoa e Cagliari saranno probabilmente salvi al momento dell’incrocio con i rossoneri – ma farà bene a sterzare già nella sfida con i bergamaschi, per evitare di essere risucchiato in una lotta brutale nelle due partite finali.

Juventus: perché può farcela e perché rischia

La Juventus è più a rischio. I punti persi ieri con il Verona sono molto pesanti, perché potrebbero riammettere a tutti gli effetti la Roma nella corsa al quarto posto. Alla squadra di Spalletti è sembrato mancare una volta di più il carattere necessario a chiudere il discorso qualificazione. Maturità, personalità, che ieri in un attimo si sono trasformati in confusione dopo la rete di Bowie. La buona notizia riguarda Vlahovic, tornato al gol dopo sei mesi. Non può bastare. Anche perché il calendario offre diverse insidie nelle ultime tre tappe: sabato al Via del Mare contro il Lecce a caccia di punti salvezza, poi allo Stadium con la Fiorentina e infine il derby con il Torino. Spalletti è sotto negli scontri diretti con il Como, ma in vantaggio con la Roma. Un elemento importante. In ogni caso, dovessero i giallorossi fare percorso netto, sarà chiamata a farlo anche la Juve (gli 8 punti necessari, dicevamo). La corsa è ancora lunga.