È successo, e con grande rapidità. Il Cholito Simeone segna la sua rete alla Lazio ed esultando ripete i gesti del finale della canzone di Sal Da Vinci, trionfatore a Sanremo la sera prima. Ovvero con le mani sul petto, io te lo prometto, il timbro accussì e l’anulare sguainato in favore di telecamere. L’aveva promesso alla moglie. Nessuno, al momento, dopo aver segnato ha invece imitato TonyPitony e l’ormai leggendario caco appoggiato per terra sul palco.

Sanremo diffuso: ai microfoni di Dazn c’è Chiellini prima della gara. E rivela di aver appreso dell’esistenza di Chiello, giovane virgulto in gara all’Ariston, promettendo di volerlo conoscere in tempi brevi.

Miglior spunto calcistico al Festival. Ubaldo Pantani a tarda sera ha smesso i panni di Lapo e ha sfornato una quadrupla imitazione (Allegri, Gattuso, Spalletti, Buffon) semplicemente strepitosa.

Orgoglio indotto da Sal Da Vinci. Gira sui social l’elenco: ultimo Oscar italiano, Sorrentino. Ultimo Pallone d’Oro, Cannavaro, ultimo scudetto, il Napoli, ultimo vincitore a Sanremo, Sal Da Vinci. Tutto partenopeo. Il salto da Sorrentino a Sal Da Vinci - che all’anagrafe fa Sorrentino -, ma la rivendicazione d’orgoglio è comprensibile.

Pavlovic segna di testa a Cremona, l’impressione dal primo replay è che colpisca il pallone col naso. Federica Zille di Dazn ipotizza a quel punto che Pavlovic abbia il fiuto del gol. Poi, ha l’aria di pentirsene subito, ma ormai l’ha detta.

Tormentone più recenti nelle dichiarazioni di calciatori e allenatori quando le interviste sono assai di maniera: «Dobbiamo essere la migliore versione di noi stessi». Da una piccola indagine, il passo successivo risulta semplicemente agghiacciante: e consiste nell’annunciare un mindset positivo.

Rimangono poco chiari i contorni di una brutta vicenda di cronaca emersa in settimana. Nel napoletano, un tifoso assiste alla revoca del rigore agli azzurri contro l’Atalanta e inizia a insultare pesantemente l’arbitro ad alta voce. La moglie, nell’altra stanza, per qualche motivo si convince che gli insulti siano per lei, afferra un coltello e ferisce gravemente il consorte. Come se gli arbitri non avessero già abbastanza responsabilità.

«C’è stata come una scintilla di Leao in mezzo a tante gambe» (Riccardo Montolivo, Sky)

Fulvio Collovati: «Ma che pantaloni ti sei messo oggi?». Domenico Marocchino: «Parli tu che hai quei calzini grigi, se li metteva mio nonno». Alberto Rimedio (sconsolato): «Ma torniamo alle partite…». (Il Sabato al 90°, Raidue).