Se fosse già obbligatorio schierare un giovane Under 20 cresciuto nel vivaio, la Serie A sarebbe in grande difficoltà. Il Consiglio Fifa di Vancouver non sarà ricordato soltanto per l’incidente diplomatico con la delegazione iraniana. Tra le novità per migliorare il calcio è stata proposta anche una modifica al regolamento, cioè l’obbligo di avere sempre in campo un giocatore del proprio settore giovanile che rientri nelle categorie Under 20 o Under 21. Non ci sarebbero limitazioni sulla nazionalità: una proposta ufficiale sarà formalizzata nella prossima riunione del Consiglio Fifa, che è in programma nel 2027. Se fosse approvata, sarebbe effettivo dalla stagione 27-28: per non farsi trovare impreparati tra un anno, servirebbe un miracolo. Come cambierebbero le squadre di Serie A Il tempo per intervenire non manca, anche se prima sarebbe fondamentale capire cosa significhi “settore giovanile”: basterebbe un anno o servirebbe qualcosa di più prolungato e continuativo? Prendendo la prima ipotesi, cioè almeno un campionato giovanile per un Under 20, ci sono poche squadre di Serie A già pronte. Una di queste, per filosofia e storia, è l’Atalanta, che a oggi potrebbe schierare Palestra (2005), attualmente al Cagliari in prestito, o talenti dell’Under 23, dall’attaccante Dominic Vavassori (2005), al centrocampista Alberto Manzoni (2005) al difensore Relja Obric (2006), già convocato in prima squadra. Non però il 2008 Ahanor, cresciuto nel settore giovanile del Genoa. La Juventus, invece, può già contare su un Under 20 decisamente pronto per qualsiasi palcoscenico: dopo un anno in Primavera e uno in Next Gen, Yildiz (2005) fa parte a tutti gli effetti della nuova categoria protetta ideata dalla Fifa, così come Adzic (2006) oltre ai tanti giovani dell’Under 23. Dal difensore spagnolo Gil (2009) a Owusu (2005), fino al nome più atteso di tutto il settore giovanile, cioè Destiny Elimoghale (2009), esterno veloce, con fisico e tecnica sublime.
Il Milan con Bartesaghi, i problemi della Roma
Grazie a Milan Futuro i rossoneri hanno scoperto e poi lanciato il giovane esterno Bartesaghi, classe 2005, e possono contare anche sul portiere Lorenzo Torriani, coetaneo del laterale valorizzato da Allegri. In attacco ci sarebbe Camarda, attualmente al Lecce con diritto di recompra, ma nel Milan Futuro scalpitano Emanuele Sala (2007), Lorenzo Ossola (2007), Cheveyo Balentine (2006) e Alessandro Bonomi (2006). In casa Roma, invece, il solo Arena (2009) sarebbe un profilo adatto a rientrare nella categoria Under 20 cresciuto nel vivaio: Robinio Vaz, Zelezny, Ziolkowski e Venturino provengono da altri vivai pur essendo molto giovani e già nel giro della prima squadra. Sull’altra sponda del Tevere, invece, non rientra tra i papabili l’eroe di Coppa Italia, il portiere Motta (2005), cresciuto nel settore giovanile della Juventus. Gli altri giovani titolari oggi Oggi il Napoli sarebbe in grande difficoltà: in rosa c’è soltanto il portiere Ferrante (2006), mentre il giovane Rao (2006) sta dando il meglio di sé nell’altra squadra della famiglia De Laurentiis, il Bari. Stesso problema, ancora più profondo, per il Como, che ha una rosa giovanissima ma nessuno cresciuto nel proprio settore giovanile, mentre il Bologna potrebbe puntare su Pessina (2007), portiere già impiegato in stagione da Italiano. Pronta, invece, la Fiorentina, che con Comuzzo (2005), e i giovani Kouadio (2006), Balbo (2006) e Fortini (2006) ha tante alternative già schierate in prima squadra. Molto giovani, ma senza profili adatti, le rose di Parma, Sassuolo e Udinese, mentre il Cagliari ha scoperto nell’ultimo turno il talento di Paul Mendy (2007), parte di un gruppo giovane che comprende Yael Trepy (2006), Joseph Liteta (2006) e Riyad Idrissi (2005). Nel Genoa spiccano il centravanti Ekhator (2006) e il lituano Ernestas Lysionok (2007): nessuno schierabile oggi per Verona, Cremonese, mentre il Torino potrebbe schierare lo svedese Alieu Njie (2005).
