La grande bellezza. Tutto così terribilmente estremo da sembrare finto. Un inno alla gioia del pallone, votato all’intrattenimento. E al diavolo tatticismi soffocanti, schemi respingenti, coperture e raddoppi. Potere alle stelle, alla loro magia, ai colpi surreali che fenomeni come Kvaratskhelia, Dembélé, Olise, Kane sanno mettere in scena. Il Psg si è preso il primo round della semifinale di Champions contro il Bayern. Ha vinto 5-4: pare il risultato di un’amichevole di luglio, è invece quello di una delle partite più importanti dell’anno. Per molti, la prima di due finali anticipate. È vero che si parla di due macchine offensive implacabili, arricchite dalla qualità dei singoli. Il Pallone d’Oro Dembélé è stato eletto migliore in campo, ma nel momento più difficile per i parigini si è acceso Kvara, arrivato a 10 gol stagionali in Europa. Un’enormità. Magnetico anche il controllo del pallone di Diaz, nell’azione con cui ha realizzato la quarta rete dei tedeschi. Il Psg è sembrato superiore nel complesso, con la consapevolezza maturata dal trionfo dello scorso anno, ma non è riuscito a conservare il vantaggio creato nel secondo tempo (da 5-2 a 5-4). Il Bayern ha sì perso la terza partita stagionale, ma si è garantito la possibilità di giocarsela quasi alla pari al ritorno. La reazione della squadra di Kompany nella ripresa è stata impressionante.

La grande bellezza di Psg-Bayern

Psg-Bayern ha portato all’esasperazione il calcio attuale. Intensità folle, atletismo e tecnica: un mix furioso che espone i difensori ma esalta gli attaccanti. Duelli individuali, verticalizzazioni continue. L’aristocrazia europea è cambiata. Ha inciso la modifica della regola sui gol in trasferta, che fino al 2021/22 valevano doppio. Un tempo le gare d’andata nelle doppie sfide erano bloccate dalla paura, subire una rete per le squadre di casa significava condannarsi a inseguire al ritorno. Si è scelto di liberare il gioco, e in questo processo Psg e Bayern per primi hanno abbandonato ogni remora, scegliendo di avere sempre lo sguardo alto. Come due pugili che si tirano pugni uno dopo l’altro, senza mai indietreggiare. Le difese fanno fatica, certo non brillano per organizzazione. Sicuri sia un problema?

Psg avanti nel primo tempo

Il Bayern è passato in vantaggio dopo un quarto d’ora con il gol numero 54 in stagione dell’uragano Kane, su rigore. Ha pareggiato Kvaratskhelia, con il suo marchio di fabbrica, un tiro a giro sul secondo palo dopo aver danzato sulla punta dei piedi neanche fosse Baryshnikov. Joao Neves ha portato avanti il Psg con un terzo tempo su un corner di Dembélé, la stoccata di Olise ha rimesso i tedeschi in linea di galleggiamento fino allo scadere del primo tempo, quando lo svizzero Schärer richiamato dal Var ha concesso un altro rigore, trasformato da Dembelé.

Secondo tempo a due facce

Avanti all’intervallo, il Psg ha azzannato la partita con la coppia Kvara-Dembélé, issandosi sul 5-2. Tutto finito? Macché. I campioni di Germania, pur storditi dagli avversari, hanno reagito con una testata di Upamecano e un gioiello di Diaz, controllo, finte e tiro in una frazione di secondo. Nel finale Mayulu ha centrato l’incrocio dei pali, Pacho ha respinto sulla linea il tentativo disperato di Kimmich. Tra una settimana a Monaco la resa dei conti.