In cosa consiste l’inchiesta penale sul caso arbitri? È un’indagine della Procura di Milano per frode sportiva in concorso. Il pubblico ministero Maurizio Ascione ipotizza che il designatore arbitrale Gianluca Rocchi abbia influenzato sia le designazioni sia l’attività del Var, anche attraverso interventi nella sala di Lissone. Gli episodi contestati riguardano partite di Serie A e Coppa Italia della stagione 2024/25 e avrebbero potuto produrre vantaggi sportivi indebiti. In particolare, la procura ipotizza che Rocchi possa avere favorito l’Inter.

Come è nata l’inchiesta penale sul caso arbitri?

L’indagine prende avvio da un esposto di Domenico Rocca, ex guardalinee, a cui si sono aggiunte altre segnalazioni, tra cui quella dell’avvocato Michele Croce del 7 gennaio 2024. L’episodio iniziale più rilevante è quello di Udinese-Parma del 1° marzo 2025, in cui l’arbitro al Var Daniele Paterna cambiò indicazione su un rigore, suggerendo all’arbitro Fabio Maresca una on field review. Secondo la Procura di Milano, a influenzarlo fu lo stesso Gianluca Rocchi, presente nella sala Var di Lissone. Questo è lo spunto che ha portato all’apertura del fascicolo, acquisendo anche audio e video della sala Var.

Per cosa è indagato il designatore Rocchi?

Gianluca Rocchi è indagato per frode sportiva in concorso. Secondo l’accusa, sarebbe intervenuto impropriamente nella sala Var durante Udinese-Parma del 2025 e avrebbe “combinato” alcune designazioni arbitrali per favorire o tutelare l’Inter. In particolare, secondo l’ipotesi dei pm, avrebbe evitato di assegnare all’Inter l’arbitro Daniele Doveri nelle gare più importanti, fra campionato e Coppa Italia nell’aprile 2025. Dopo l’emersione dell’inchiesta, Rocchi si è autosospeso.

Ci sono altri indagati noti oltre a Rocchi?

Sì, l’inchiesta coinvolge anche altri arbitri e ufficiali Var. Tra questi Andrea Gervasoni, supervisore Var, indagato per frode sportiva, Daniele Paterna per falsa testimonianza, e poi Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, tutti arbitri in carica nel periodo interessato dalle indagini, impiegati in campo o al Var, fra Serie A e Serie B. Un episodio rilevante riguarda anche Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025. Alcuni filoni dell’indagine sono ancora in fase preliminare. Cosa c’entra l’Inter? La procura di Milano ha chiarito che non ci sono indagati fra i tesserati e i dirigenti dell’Inter. Il club nerazzurro compare nell’indagine come possibile beneficiaria di alcune designazioni arbitrali. In particolare, Rocchi avrebbe cercato di evitare all’Inter l’assegnazione nei big match dell’arbitro Daniele Doveri, che i pm milanesi considerano “sgradito” al club. Allo stato non risultano indagati dirigenti o tesserati del club. Il presidente Giuseppe Marotta ha dichiarato pubblicamente: “Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi, sappiamo di aver agito nella massima correttezza, questo deve tranquillizzare tutti”.

Quali sono le partite sotto indagine?

Gli episodi su cui si concentra la Procura riguardano diverse gare. Il caso più citato è Udinese-Parma del 1° marzo 2025, per una presunta interferenza nella sala Var dello stesso Rocchi. Vengono poi richiamate le partite di Coppa Italia tra Inter e Milan del 2 aprile e del 23 aprile 2025 per il tema delle designazioni: il 2 aprile sarebbe avvenuto allo stadio di San Siro l’incontro fra Rocchi e altri per combinare le assegnazioni future; il 23 aprile sarebbe stato indicato Daniele Doveri come arbitro – sempre secondo l’accusa – per evitare all’Inter di trovarselo poi nell’eventuale finale (non raggiunta dai nerazzurri). Altre gare citate nell’inchiesta sono Bologna-Inter del 20 aprile 2025, arbitrata da Andrea Colombo anziché da Daniele Doveri. Compaiono nelle carte dell’inchiesta anche Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 e Inter-Verona del 6 gennaio 2024, legata a un episodio che riguarda una gomitata del difensore interista Alessandro Bastoni non punita con cartellino giallo. Cosa rischia l’Inter? Non essendoci indagati all’interno del club, né contestazioni formali a suo carico, non emergono presupposti immediati per sanzioni penali o sportive. Eventuali sviluppi dipenderanno da quello che emergerà nell’inchiesta penale milanese e da un possibile conseguente intervento della giustizia sportiva.

Perché la giustizia sportiva ha archiviato e la Procura no?

La Procura federale aveva già archiviato alcuni episodi, tra cui quello relativo a Udinese-Parma. La Procura di Milano ha invece riaperto il caso ipotizzando l’esistenza di fatti nuovi e configurando reati penali. I due sistemi operano su piani diversi: la giustizia sportiva valuta violazioni regolamentari, mentre quella penale indaga reati come la frode sportiva, con strumenti investigativi e criteri probatori più ampi. Cosa c’entra l’inchiesta di Milano con la possibilità che la Figc possa essere commissariata? L’inchiesta della Procura di Milano su Rocchi ha riaperto il tema del commissariamento perché ipotizza possibili irregolarità nel sistema arbitrale, alimentando pressioni del governo sulla Figc. Lo statuto Coni prevede che il commissariamento possa scattare solo in caso di gravi violazioni degli organi federali: Rocchi non ne fa parte e le accuse non sono accertate. L’indagine quindi pesa sul piano politico, ma da sola non basta a giustificare l’azzeramento della Federazione. Uefa ha già fatto sapere alle leghe che, in caso di commissariamento senza giusta causa, i club italiani sarebbero esclusi dalle competizioni continentali e l’Italia dall’Europeo.