Torino – Dopo la grande delusione della Champions League sfumata, in casa Juventus si inizia già a lavorare guardando avanti. Prima, però, sarà fondamentale gettare le basi del progetto futuro della squadra che, sempre con Spalletti in panchina, dovrà ricostruire la capacità di vincere le partite difficili e, soprattutto, i trofei. Un compito che coinvolgerà area tecnica e dirigenziale, visto che il mercato inizierà in salita: “Dobbiamo lavorarci tutti insieme – ha raccontato Spalletti dopo la fine della stagione – e ora che non siamo riusciti a mettere a disposizione il gruzzolo della Champions dobbiamo essere doppiamente bravi”. La mentalità vincente È bastato guardare il derby per capire quali siano stati i grossi problemi della Juventus di quest’anno. Contro il Torino i bianconeri si sono portati sul 2-0, dimostrando di avere qualcosa in più rispetto agli avversari, come certificato dalla classifica. Poi lentamente ma inesorabilmente la squadra è uscita dalla partita, rischiando anche di perdere nel finale, quando i cambi hanno abbassato il livello tecnico e soprattutto mentale in campo. La prossima Juventus non sarà il risultato di una rivoluzione, ma di un lavoro di rafforzamento necessario per limare alcune grosse lacune: “È un gruppo e sano e ha qualità – ha detto Spalletti – ma il campo non dice bugie e racconta sempre la verità. Ci vuole più carattere, ci sono stati momenti nei quali ci siamo modificati e non siamo stati bravi a far vedere le nostre caratteristiche e qualità. A volte trovi avversari più forti, ma se hai carattere gli rendi comunque la vita difficile, si vede quando lotti e reagisci. Nel calciatore è importante anche il carattere". I calciatori di carattere e il futuro Cosa significhi essere un giocatore di carattere è difficile saperlo. La personalità è qualcosa di complicato da acquistare sul mercato, ma è altrettanto vero che nella rosa bianconera non mancano calciatori con queste caratteristiche. Ancora Spalletti: “Locatelli è un calciatore di carattere, McKennie ha carattere, anche le rincorse di Yildiz dimostrano che fa qualcosa che non è nelle sue caratteristiche". Quest’anno, però, alla Juventus è mancato il calciatore in grado di prendere per mano i compagni, di aiutarli nelle difficoltà. Quando la Champions era ancora a portata, si parlava del possibile arrico di Alisson in porta, di Bernardo Silva a centrocampo e di Lewandowski in avanti. Ora, senza la coppa principale, il portoghese si dovrebbe accasare all’Atletico Madrid mentre la pista che porta al portiere brasiliano resta aperta e caldissima. Dal punto di vista dirigenziale e tecnico, la Juve ha scelto di proseguire con Spalletti, fresco di prolungamento, ma anche con Comolli che – dopo una stagione fallimentare, sia per i risultati per per le zavorre raccolte sul mercato – avrà un’altra occasione. Una Juventus competitiva Per tornare a vincere servirà tempo o bisognerà essere doppiamente bravi, come chiesto da Spalletti: Cìè un progetto e un percorso che dobbiamo fare. Intanto senza questi soldi dovremo fare un mercato di livello, ci sono giocatori di tutti i tipi e dobbiamo trovare quelli giusti per noi. Poi servirà il consenso di Elkann per tentare di creare una squadra più forte. Succederanno tante cose a partire da domani, dovremo essere bravi come scouting e anche io voglio metterci bocca. E non voglio passare altre notti senza vita perché non ho dato gioie a questi tifosi, è una mortificazione". Servirà tempo, ma la ricostruzione della Juventus è iniziata. L’ennesima degli ultimi anni.
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Spalletti: “Senza la Champions alla Juve dovremo essere doppiamente bravi. Ma più notti senza vita”
Domenico Marchese·

L’ex ct: “Ci servono giocatori di carattere”. Ma senza i guadagni garantiti dalla coppa più importante il mercato è un’incognita
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