Siamo il campionato in cui le stelle delle prime in classifica sono un attaccante malato da un mese e fischia e un regista di quarant'anni cui stanno facendo la corte per rimanere fino a quarantuno. Tante cose descrivono la mestizia della Serie A, spesso sottoposta a paragoni impietosi con i campionati degli altri, con il livello stratosferico della Premier, la velocità e lo spirito offensivo della Bundesliga, la purezza tecnica della Liga, l'esuberanza e il talento giovane della Ligue 1, ma poche lo descrivono meglio della classifica cannonieri: al comando ci sta Lautaro con 14 gol appena, e nonostante non giochi per infortunio dal 18 gennaio: nessuno lo insidia, è sideralmente più forte di chiunque.
Douvikas e Davis, gli ex carneadi
In tutto, sono solamente sei i calciatori in doppia cifra, quattro dei quali per altro a quota dieci, quindi in doppia cifra per un pelo. Il meglio lo stanno dando due che non sono attaccanti puri, ma che abbondano di classe, sfrontatezza e gioventù, Nico Paz e Yildiz: per quanto riusciremo ancora a trattenerli. Il vice capocannoniere è Douvikas, il greco del Como che non è nemmeno un titolare fisso ma che undici gol li ha fatti, più di quanti ne avesse realizzati in un anno e mezzo in Liga, dove evidentemente la competitività era ancora più alta. Per non dire di Davis, inglese dell'Udinese, il cui record al di fuori della Serie A erano le 7 reti realizzate nel 2022/23 con il Watford, in Championship. In Premier, ne aveva fatte 3 in 74 partite. L'unico altro big nella nostrana élite dei bomber è Hojlund, ma è difficile definire la sua decina di reti un bottino all'altezza delle aspettative.
Da Leao a Openda, i presunti campioni stanno facendo cilecca
E gli altri che chiamiamo fuoriclasse, o almeno campioni? I presunti tali sono Leao fermo a quota 9, Kean a 8 (primo degli azzurri assieme a Scamacca: sono undicesimi, ahinoi e soprattutto ahi Gattuso), Thuram è a 7, gli strapagati David e Nkunku a 5 come il vecchio Vardy. A 3 ci sono i bomber dalla salute precaria: Ferguson, Vlahovic, Zapata, Dovbyk, che nemmeno da sani non è che abbiano fatto sfracelli. L'acquisto più costoso dell'ultima estate, Openda (45 milionucci) è a zero esattamente come Gimenez, colpaccio da 30 milioni del penultimo mercato invernale.
Haaland, Mbappé, Kane: all’estero il gol è di lusso
Chi non vuole intristirsi eviti di buttare l'occhio sugli altri campionati, dove di presunto non c'è quasi nulla: in Premier i bomber in doppia cifra sono dieci, tutti dietro a Haaland che con appena 22 gol sta vivendo la stagione più mogia della sua carriera. In Liga anche Mbappé, come Lautaro, è condizionato da molti problemi fisici, infatti ha segnato appena 23 volte. Laggiù in Spagna quelli in doppia cifra sono undici e il podio dei bomber è incredibilmente completato da un paio di scarti della Serie A, Muriqi (ex Lazio) con 18 gol e Budimir (ex Crotone) con 14, tanti quanti Lamine Yamal.
Anche in Germania, dove si segna che è un piacere (un anno c’è riuscito persino Openda) quelli in doppia cifra sono 11: Kane ne ha fatti 31, il rispettabilissimo Undav, centravanti dello Stoccarda e della Germania, è a 18. In Francia invece i cannonieri scarseggiano un po' (appena 7 in doppia cifra), più che altro perché il Psg sta distribuendo i gol che l'altr’anno Dembélé segnava invece a raffica. I capocannonieri, con 15 reti, sono Greenwood del Marsiglia, e la sorpresa dell'anno, l'argentino Panichelli dello Strasburgo: sarà la vedette del prossimo mercato.
La speranza Pio Esposito
Non siamo ai margini, come sempre e come in quasi tutto. L'exploit azzurro dell'anno scorso (Retegui 25 gol, Kean 19, Orsolini 15 come Lookman) è rimasto un caso isolato (Retegui, per la precisione, si è isolato in Arabia) e mette nostalgia pensare che il podio del 2023/24 era formato da Lautaro (24), Vlahovic (16) e Giroud-Osimhen 15. Oggi sta succedendo che quelli che altrove segnavano qui non segnano più, come se finissero prigionieri del nostro calcio imbolsito (o vogliamo dar retta a chi racconta dell'insuperabilità dei nostri difensori?), mentre al contrario emerge gente di medio profilo che da noi trova gli spazi e le opportunità che altrove non avrebbe. Restiamo così aggrappati ai 6 gol di Pio Esposito, l'unica vera speranza azzurra di gol duraturi e di caratura internazionale, senonché a quell'età, i verdi vent'anni, Haaland ne aveva già segnati 100 e Mbappé 70.
