Un segno del destino. Forse una coincidenza, puntini che si uniscono nel modo più strano possibile. Da calciatore Massimiliano Allegri era stato chiamato al Napoli da Giovanni Galeone. Ieri, nel giorno in cui un premio ricordava il suo mentore, un’altra telefonata lo ha riportato a Napoli, stavolta in veste di allenatore. Un cerchio che si chiude. Lui al posto di Antonio Conte, come era successo nell’estate di dodici anni fa, quando si diedero il cambio sulla panchina della Juventus che poi vinse cinque scudetti di fila. È sempre stato la prima scelta del presidente De Laurentiis, che in mattinata ha sciolto le sue riserve: vinta la concorrenza di italiano, che pure ha lasciato il Bologna (risoluzione consensuale). Max ha ricevuto ieri dal Milan la pec firmata dal presidente Scaroni con cui è stato formalizzato il suo esonero. Ora dovrà trattare i termini della separazione, avendo ancora un anno di contratto. Poi potrà legarsi al Napoli: pronto un biennale con opzione per un ulteriore anno da 4 milioni a stagione più bonus. A Pescara insieme a Di Francesco Le ultime 24 ore sono state schizofreniche. A Pescara è arrivato mercoledì sera, ieri ha pranzato nel ristorante Marechiaro (un altro segno del destino) dove gli hanno servito una mozzarella giunta da Napoli. Ha incontrato Di Francesco, insieme hanno guardato Sinner al Roland Garros: Eusebio è un candidato forte per il Bologna. In quei minuti Allegri ha saputo della fumata bianca con il Napoli. Così, circondato dagli amici di sempre, ha vissuto il suo personale saluto a Galeone. Era emozionato, commosso, faticava a parlare. Quando gli hanno dato il microfono è riuscito a dire poche parole prima di scoppiare a piangere. Un momento così lontano dall’Allegri allenatore, dall’Allegri battutista, dall’Allegri diplomatico. Mentre provava a ricacciare indietro le lacrime, nascoste da un fazzolettino, è venuto fuori nella sua umanità, di solito mascherata dal sorriso sornione. La decisione di De Laurentiis De Laurentiis ha deciso mercoledì, non è più tornato indietro. Al Napoli lo voleva portare già lo scorso anno, quando resistevano dubbi sulla permanenza di Conte. Stavolta è andato fino in fondo, spinto anche dal ds Manna, che con Max ha lavorato con profitto alla Juventus. Un segnale della volontà di non ridimensionare le proprie ambizioni. Lo ha scelto per la sua esperienza, per i sei scudetti vinti, per la capacità di gestire una rosa ritenuta competitiva per vincere. E anche per l’effetto benefico che potrebbe avere sui giocatori, lui che ha un approccio meno logorante rispetto a Conte. Gli ha fatto un’unica richiesta, assecondata dal tecnico: giocare con il 4-3-3. Così ripartirà il Napoli, con Allegri in panchina nell’anno del centenario. Iraola si allontana dal Milan, spunta Jaissle Sempre più lontano dal Milan invece Iraola, diviso tra Crystal Palace e Bayer Leverkusen. Proseguono i colloqui con Rangnick, che pure non convince appieno Ibrahimovic L’austriaco andrebbe a ricoprire il ruolo di dt: l’area sportiva, dallo scout alle giovanili, sarebbe in capo a lui. Come allenatore potrebbe portare il tedesco Jaissle, oggi all’Al-Ahli. È stato proposto al Diavolo anche Pochettino, ct degli Stati Uniti (lascerà dopo il Mondiale): in quel caso, il favorito come ds sarebbe Planes. Attenzione a Italiano, libero dopo aver salutato il Bologna.
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Allegri e Napoli, è accordo: sarà il nuovo allenatore
Marco Azzi,Andrea Sereni·

Pronto un contratto di due anni. La prima scelta del presidente De Laurentiis è sempre stato Max, forte anche di un rapporto molto stretto con il ds Manna
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