TORINO – La Juve che è bastata a battere (2-0) il Genoa non basterebbe a risalire la classifica con il bisogno di quarto posto che c'è e forse neanche a farla franca sabato prossimo a Bergamo, quando l'Atalanta si giocherà contro i bianconeri l'ultima possibilità di rientrare nel giro della Champions. Però ha accorciato le distanza del Como e allungato quelle sulla Roma: per il momento, va vene così.
Una Juve bella a metà
Strana Juve, quella di Pasquetta: ha giocato un calcio a tratti molto bello (e molto bello è stato il gol del 2-0, con McKennie e Conceiçao che si sono scambiati la palla divorandosi cinquanta metri di campo) ma poi ha smesso di colpo di farlo, non si sa bene come né perché. E anche nei lunghi momenti di dominio, durati pressappoco fino alla traversa colpita da David al 3' st, ci sono state pause ampie, benché non abbiano comportato la perdita del controllo del gioco. Così la Juve ha tenuto in piedi una partita che avrebbe dovuto invece soffocare nella culla, sull'onda del gol arrivato prestissimo e in maniera abbastanza fortuita: il colpo di testa ravvicinatissimo di Bremer ha incocciato su Vasquez spiazzando Bijlow, con il brasiliano tenuto in gioco dalla dabbenaggine di Colombo che, dopo aver perso una scarpa in un contrasto precedente con lo stesso Bremer, è rimasto seduto in piena area a protestare con la calzatura in mano invece di alzarsi e levarsi di torno, o perlomeno marcare qualcuno. I cambi nella ripresa Il Genoa ha accusato il colpo e s'è abbandonato a una partita floscia. La Juve ha fatto più o meno quello che ha voluto senza però affondare i colpi per davvero, specie dopo la perfezione della rete del 2-0. McKennie si è mangiato un paio di gol da distanza ravvicinatissima a cavallo dei due tempi, poi De Rossi ha mandato in campo Baldanzi (Messias era stato un pianto) e la partita ha cambiato corso, scossa dalla vivacità elettrica dell'ex romanista.
Il rigore parato da Di Gregorio
Non che i portieri juventini avessero corso chissà quali pericoli (nell'intervallo Di Gregorio aveva sostituito Perin, bloccato da un problema al polpaccio), ma il baricentro del gioco si è spostato, il Genoa ha alzato la pressione e recuperato il pallone alla svelta, cosicché la Juve si è intimidita e Spalletti ha cominciato a spedire urlacci ai suoi, fino all'episodio che avrebbe potuto aumentare a dismisura l'ansia bianconera, vale a dire il rigore concesso ai rossoblù al 75’, dopo una lunga analisi video, per un fallo abbastanza sconclusionato di Bremer su Martin: si trattava di stabilire se il contatto fosse avvenuto dentro e non fuori dall'area (Massa aveva assegnato una punizione dal limite). Sul dischetto è andato lo stesso Martin (i due rigoristi designati, Malinovskyi e Messias, erano già stati sostituiti), ma la gran parata di Di Gregorio, ancora più bravo sul successivo tentativo del terzino genoano, ha chiuso la porta in faccia a qualsiasi paura. I compagni hanno festeggiato con grande trasporto il portiere, che era alla sesta partita consecutiva in panchina: meritava questa soddisfazione e anche l'affetto di chi gli sta attorno anche perché, come ha detto Cambiaso, "il momento difficile non lo ha destabilizzato e si è sempre allenato alla grande. Ci ha salvato la vittoria, perché se il Genoa avesse segnato il rigore ci sarebbe stato da ridere". Invece per la Juve da lì alla fine è andato tutto liscio. Si è di nuovo rivisto in campo Milik, perché Vlahovic è rimasto in panchina per un fastidio al solito polpaccio, mentre di Openda Spalletti non ha voluto saperne. Però David lo ha rilanciato e dal canadese ha ricevuto in cambio una prestazione discreta. Juventus-Genoa 2-0 (2-0) Juventus (3-4-3) Perin 6 (1’ st Di Gregorio 7.5) – Kalulu 6.5, Bremer 6, Kelly 6 – McKennie 6.5, Locatelli 6.5, Thuram 6, Cambiaso 6 (38’ st Holm sv) – Conceiçao 6.5 (38’ st Miretti), David 6 (22’ st Milik 6), Yildiz 6 (45’ st Boga sv). All. Spalletti 6. Genoa (3-5-2) Bijlow 6 – Marcandalli 5, Ostigard 5.5, Vasquez 5.5 – Ellertsson 5.5, Messias 4.5 (7’ st Baldanzi 6.5), Frendrup 5.5 (38’ st Ekhator sv), Malinovskyi 5 (21’ st Masini 6), Martin 4.5 – Colombo 5 (21’ st Ekuban 6), Vitinha 5. All. De Rossi 5.5. Arbitro: Massa 6. Reti: Bremer 4’ pt, McKennie 17’ pt. Note: ammoniti Locatelli, McKennie, Frendrup, Bremer, Thuram. Spettatori 40.585.
