COMO – Al gran ballo che porta in Champions il Como è davanti a tutti. Feroce, aggressivo, indiavolato. Così ha ribaltato la Roma, stordita dalla bellissima foga dei ragazzi terribili di Fabregas. Sul lago la squadra di Gasperini è andata subito in vantaggio con un rigore trasformato da Malen, poi ha iniziato una lunga opera di resistenza, crollata nel secondo tempo grazie ai gol di Douvikas e Diego Carlos. Il risultato (2-1) non esprime appieno il dominio del Como, che però è stato oggettivamente agevolato dalla seconda metà della ripresa dall’espulsione del romanista Wesley. Doppia ammonizione, con il secondo giallo (il romanista non sembra toccare Diao) che ha fatto arrabbiare molto i giallorossi. Gasperini rivedendo le immagini lo ha definito “Un non contatto. Non è la prima volta che il Como ha queste situazioni, cercano molto queste cose...”. E ripensando anche al recente passato. “A Genova domenica scorsa non ci hanno dato un rigore clamoroso”. Alta tensione tra Gasperini e Fabregas A fine partita tensione tra i tecnici: "Il mancato saluto di Gasperini a fine partita? Vengo da un altro Paese, sono abituato a dare la mano all'avversario prima e dopo la gara. Anche io ho fatto recentemente cose di cui non sono orgoglioso ma se non si è contenti del risultato o di una decisione arbitrale dobbiamo comunque mostrare rispetto. La società è già in un momento difficile. Noi siamo personaggi con visibilità e dobbiamo dare l'esempio", ha detto Fabregas. Non finisce qui. perché arriva la risposta a distanza il romanista: “Non mi piacciono i comportamenti del Como”
Roma in caduta libera dopo il gol preso dalla Juve al 94’
La sensazione è che in ogni caso i padroni di casa fossero superiori, complice anche l’inevitabile stanchezza della Roma, reduce dalla gara d’andata degli ottavi di Europa League con il Bologna. Gasperini, che al 94’ della partita con la Juventus era a +7 su Spalletti, si ritrova ora sesto con 51 punti, a -3 dal Como quarto e -2 proprio dai bianconeri. Ma la battaglia sarà ancora lunga.
La tattica di Fabregas per imbrigliare la Roma
Fabregas si è presentato al Sinigaglia – presente in tribuna anche il ct azzurro Gattuso – con un’idea chiara, provare a picconare il gioco uomo su uomo di Gasperini in due modi: non ha schierato un centravanti puro, per non dare riferimenti alla difesa giallorossa (c’era Paz da nove) e soprattutto ha imposto ai suoi cambi di ruoli continui. Il sistema di base con la difesa a tre e due trequartisti, identico per le due squadre, è stato messo a dura prova da questo movimento vorticoso dei giocatori del Como: Ramon, un difensore, si è ritrovato più volte a fare il centravanti. È stato lui ad avere la prima occasione al 3’, murato da Ghilardi.
L’illusione di Malen
La partita l’ha fatta fin da subito il Como, ma a passare in vantaggio è stata la Roma: Sergi Roberto ha sbagliato un passaggio in costruzione, regalando un assist a El Shaarawy, su cui Diego Carlos è intervenuto in ritardo. L’arbitro Massa ha indicato deciso il dischetto del rigore, Malen ha segnato spiazzando Butez. Il gol subito non ha fiaccato la squadra di Fabregas: al 15’ Paz ha avuto sul suo mancino il pallone del pareggio, su cui si è allungato Svilar. Da lì, il Como ha tenuto un ritmo forsennato: pressing alto, sovrapposizioni, verticalizzazioni improvvise. La Roma ha retto, pur faticando tantissimo. Prima dell’intervallo è stato ancora pericoloso Paz: imbucata di Baturina per Caqueret, che ha superato Svilar e ha servito l’argentino che ha calciato alto. Il Como ha chiuso un primo tempo dominato per larghi tratti – possesso palla (61 a 39), 5 calci d’angolo a zero – in svantaggio.
Diao e Douvikas cambiano il Como
Sotto 1-0, Fabregas non ha perso tempo: ha inserito subito Diao per l’impreciso Sergi Roberto e poi una punta vera, Douvikas, per il centrale Kempf. Così ha cambiato la partita. Nuovo modulo (difesa a 4, tre rifinitori dietro il centravanti), nuova vita. È stato proprio l’attaccante greco a infilare Svilar al 59’ su una verticalizzazione di Valle, sfruttando la dormita della difesa giallorossa (soprattutto Hermoso, che ha gestito male la linea del fuorigioco). Cinque minuti dopo l’episodio che ha definitivamente messo in ginocchio la Roma: il secondo giallo a Wesley, con Gasperini costretto a mettersi con un prudente 5-3-1. Tutto inutile: il Como ha sfiorato con Da Cunha e Baturina il colpo da tre punti, l’ha trovato al 79’ con una zampata di Diego Carlos, rapido ad avventarsi su una respinta corta di Svilar su un tiro di Smolcic. In inferiorità numerica, stanchissima, la Roma ha provato a limitare il passivo, messo a rischio ancora da Da Cunha (traversa), il fischio finale quasi come una liberazione. Il Como corre verso la Champions, certo la Roma non mollerà. Como-Roma 2-1 (0-1) Como (3-4-2-1) Butez 6 – Ramon 7, Diego Carlos 6.5, Kempf 6 (1’ st Douvikas 7) – Smolcic 6.5, Sergi Roberto 5 (1’ st Diao 7), Da Cunha 7.5, Valle 7 – Caqueret 6 (22’ st Perrone 6), Baturina 6.5 – Paz 6 (32’ st Rodriguez 6.5). All. Fabregas 7. Roma (3-4-2-1) Svilar 5 – Ghilardi 6, Mancini 5.5, Hermoso 5 (25’ st Ziolkowski 5.5) – Celik 5.5 (25’ st Tsimikas 5.5), Cristante 6, Koné 5, Wesley 5 – Pellegrini 5.5 (22’ st Pisilli 6), El Shaarawy 6.5 (11’ st Rensch 5) – Malen 6.5 (22’ st Vaz 5.5). All. Gasperini 5. Arbitro: Massa 5. Reti: 7' pt Malen (rig.); 14' st Douvikas, 34' st Diego Carlos. Note: espulso Wesley. Ammoniti Caqueret, Diego Carlos, Ghilardi.
