MILANO – Nell’Inter di Antonio Conte, per Federico Dimarco non c’era posto, tanto da mandarlo in prestito a Verona dopo una stagione con tre sole presenze. Sotto la guida di Simone Inzaghi, l’esterno sinistro è fiorito ma era considerato un giocatore da 60 minuti: prezioso per numeri e qualità, ma gestito con il cronometro. Con l’arrivo di Cristian Chivu – che da giocatore era un fortissimo esterno sinistro, come lui - il numero 32 nerazzurro ha invece dimostrato di poter reggere alti livelli di gioco anche per tutta la partita, superando un limite che sembrava strutturale. E l’impressionante dato dei suoi assist in stagione è lì a dimostrarlo.
Sedici assist e un record a portata
Il passaggio decisivo per il gol di Marcus Thuram contro il Cagliari ha portato Dimarco a quota 16 assist in questo campionato, un numero che lo proietta nella storia recente della Serie A. Negli ultimi vent’anni, solo Papu Gomez, nell’Atalanta di Gian Piero Gasperini, era riuscito a raggiungere la stessa soglia, nella stagione 2016/17. Con ancora cinque partite da giocare, Dimarco ha ora la possibilità concreta di restare da solo in vetta.
Non una stagione perfetta, ma decisiva
La sua annata non è stata priva di flessioni. Nelle ultime settimane si era visto un calo. Eppure, nel sondaggio live di DAZN durante Inter-Cagliari, la grande maggioranza dei tifosi ha indicato l’esterno milanese come uomo simbolo della stagione nerazzurra, avanti anche a Lautaro Martínez, il capitano che resta il riferimento offensivo della squadra, e senza cui il numero di gol si dimezza, con un corrispondente calo della media punti. Non il capitano, quindi, ma il ragazzo cresciuto fra curva e Pinetina, arrivato in alto con dedizione e fatica. Da escluso a simbolo nerazzurro Oggi Dimarco è uno dei volti della squadra che si avvicina al tricolore, anche dopo la delusione della finale persa contro il Paris Saint-Germain. E la sensazione è che questa sia la stagione della piena maturità. Non solo per i numeri, ma anche per l’approccio: meno fronzoli, più sostanza. Anche nei dettagli, come la scelta di rasarsi i capelli a zero, dopo anni di tinte e acconciature diverse.
