In una giornata da primavera britannica, l’urlo della liberazione arriva quando ormai non ci si sperava più. Non per il gol della vittoria, che al 92’ era già bene o male cosa fatta anche col solo centro di Freuler, ma per quello dell’Orso che si libera dalla gabbia costruitasi tra lui e la porta avversaria. Vince 2-0 il Bologna ma la notizia migliore è proprio il raddoppio di Orsolini all’ultima azione, dopo che l’esterno ci aveva provato in ogni modo a prendersi quello che ha perso per strada in un altro pomeriggio che sembrava stregato.

Prova a dimenticare la ruggine lui, prova il Bologna a dimenticare l’Aston Villa e a preparare la disperata impresa tenendosi intanto in piedi per gli ultimi obiettivi di campionato. I rossoblù fanno il proprio portando a casa la seconda vittoria al Dall’Ara degli ultimi cinque mesi di campionato contro un Lecce inguaiato e modesto. Mantenuto saldo l’ottavo posto indicato dal club come nuovo obiettivo, allungando sul Sassuolo in attesa della Lazio. Sì, l’Atalanta s’avvicina a -5, ma meglio non farsi grandi illusioni. In una gara senza particolari spunti narrativi, la copertina va divisa tra Orsolini e la prima da titolare di Pessina in porta, con Ravaglia ancora a smaltire il peso degli errori decisivi con l’Aston Villa. Il terzo portiere, da Natale 19enne e tributato dalle ovazioni della curva, si presenta ipnotizzando Stulic lanciato solo verso la porta dopo appena 9’. Buona occasione per prendere fiducia per lui, ma segnali di recidiva per la squadra che nuovamente da una palla persa in fase offensiva lascia arrivare gli avversari in porta con un passaggio. Unico pericolo vero, scampato il quale il Bologna va avanti in un momento sonnecchiante della gara rotto dall’abbaglio della difesa del Lecce che su una palla vagante si fida di Castro, che ignora l’azione rientrando dal fuorigioco, e non calcola la presenza di Orsolini. Che piglia la traversa, visto che così sembrava dover per sempre andare quest’anno, ma la palla la infila comunque Freuler (non un bomber, ma il gol conferma la statistica che lo ha visto a segno in tutte le stagioni giocate in A).

Orsolini nel finale di tempo iscrive sia Ngom che Siebert sul taccuino di Colombo, poi manda a spasso Ndaba ma trova Falcone a dirgli di no, e il sorriso sarcastico del marchigiano è quello di chi non sa più a che santo votarsi per tornare a bussare. Avrà pensato su anche a quello, ma lo fa per tanto, troppo, tempo, quando al 63’ il suo mancino ha davanti a sé metri sguarniti dritto verso la porta. Una maledizione che però si spezza al 92’ quando il marchigiano non manca l’appuntamento sull’assist di Bernardeschi e si prende l’ovazione dello stadio che tanto gli mancava e posa felice col premio di migliore in campo. Non la partita più spettacolare del Bologna, non la partita senza errori che servirà a Birmingham, ma per battere il Lecce e riprendere un po’ di morale e sorrisi importanti va bene così. Bologna-Lecce 2-0 Bologna (4-3-3): Pessina; Joao Mario (21’st Zortea), Casale, Lucumi, Miranda; Moro (40’st Bernardeschi), Freuler, Sohm (29’st Pobega); Orsolini, Castro (40’st Odgaard), Cambiaghi (29’st Rowe). All.: Italiano Lecce (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Ramadani, Ngom; Pierotti (38’st Sala), Coulibaly, Banda (19’st N’Dri); Stulic (19’st Cheddira). Arbitro: Colombo Reti: 26’pt Freuler, 47’st Orsolini Note: ammoniti Ngom, Siebert. Spettatori 26141