C’era una volta la diplomazia del ping pong. Ora è il pallone che avvicina, riunisce, media le relazioni internazionali (o almeno ci prova). Oltre i confini, anche quello che non ti aspetti: il 20 maggio le calciatrici nordcoreane del Naegohyang Women’s Fc, squadra di Pyongyang, raggiungeranno Seul. Passeranno da Pechino, quindi senza varcare la zona cuscinetto demilitarizzata che trancia le due Coree, ma certo resta il simbolo di un viaggio inedito. O quasi: sarà la prima volta dal 2014, dai Giochi asiatici di Incheon, che una squadra femminile di Pyongyang giocherà sul suolo sudcoreano. Nel 2018 l’ultimo contatto sportivo Il Naegohyang (39 persone tra calciatrici e staff) affronterà il Suwon Fc nella semifinale della Champions League asiatica, allo stadio di Suwon, distante circa 30 chilometri da Seul. L’ultimo contatto sportivo risaliva al 2018. In quel caso c’entrava il ping pong, proprio come avvenne negli anni Settanta tra Stati Uniti e Cina popolare: da lì la distensione diplomatica che portò alla visita del presidente Richard Nixon a Pechino, nel 1972. Rapporti ai minimi storici Altri tempi, altri rapporti. Perché, al momento, quelli tra le due Coree sono ai minimi storici. Nel 2025 Pyongyang non ha risposto all’invito per i Mondiali di tiro con l’arco a Gwangju e si è ritirata dal campionato femminile di calcio Eaff, ospitato nel Sud lo scorso luglio. A marzo il leader Kim Jong-un ha rafforzato la linea dura contro Seul, dichiarando “irreversibile” lo status della Corea del Nord come potenza atomica e bollando il Sud come “Stato più ostile”. La Corea del Nord riscrive la Costituzione Negli ultimi giorni, però, qualcosa è cambiato: la Corea del Nord ha tolto dalla sua costituzione l’obiettivo di riunificare il Paese. Secondo gli analisti, questa mossa potrebbe facilitare una coesistenza pacifica. Segnali, come quelli mandati dal campo: le autorità sudcoreane lavoreranno con la Confederazione asiatica e con il club ospitante per garantire lo svolgimento della partita in un clima sereno. Dal canto suo, il Naegohyang punta a vincere la Champions League al debutto. Segno che il movimento calcistico, in Corea del Nord, sta crescendo: la Nazionale femminile è undicesima nel ranking Fifa. Il Naegohyang (letteralmente significa “la mia patria”) esiste dal 2012 ed è sponsorizzato da un importante conglomerato statale di proprietà dell’Esercito coreano. Il gruppo industriale, nato come fabbrica di sigarette (produce la marca 7.27, che pare sia tra le preferite di Kim), si è diversificato in abbigliamento sportivo, elettronica e soju (un tipico distillato locale). Si tratta di uno dei più grandi gruppi economici di Pyongyang, di fatto uno strumento di mercato sotto controllo del regime. In caso di vittoria, il Naegohyang dovrà trattenersi a Seul fino al 23 maggio, il giorno della finale contro la vincente tra le australiane del Melbourne City e le giapponesi del Tokyo Verdy Beleza.
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Il calcio prova a unire le due Coree, una squadra del Nord giocherà a Seul
Niccolò Maurelli·

Il Naegohyang Women’s Fc, squadra di Pyongyang, disputerà la semifinale della Champions League asiatica allo stadio di Suwon. L’ultimo contatto sportivo tra i due Paesi risaliva al 2018
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