Una corsa di 100 metri con un foglietto in mano, poche righe che racchiudevano il segreto per blindare la vittoria della Juventus contro il Genoa. Nel rigore parato da Di Gregorio al genoano Martin c’è un risvolto che, purtroppo per il calcio italiano, ricorda tanto la sconfitta degli azzurri in Bosnia: ancora una volta un biglietto, ma questa volta senza liti e recriminazioni. Durante la sfida dell’Allianz Stadium, dopo il rigore decretato da Massa grazie all’aiuto del Var, Carlo Pinsoglio si è trasformato in Mercurio: ha preso il foglietto scritto da Tommaso Orsini, preparatore dei portieri, ha messo le ali ai piedi e lo ha portato a Michele Di Gregorio pochi secondi prima dell’esecuzione. Il portiere bianconero ha parato il rigore e arginato la possibile rimonta dei rossoblù, mentre tutti i compagni l’hanno sommerso di affetto ed entusiasmo.
Il foglietto che spiega tutto
Sul “pizzino” consegnato al portiere bianconero, c’erano le indicazioni sulle abitudini dal dischetto dei rossoblù. Con Messias e Malinovskyi usciti, la scelta di De Rossi è ricaduta su Martin. “Aperto” era l’indicazione segnata sul bigliettino, a indicare che avrebbe aperto il tiro: così è stato e Di Gregorio ha parato la conclusione. Un gesto tecnico accolto dall’entusiasmo di tutta la squadra, un po’ per questioni di risultato e un po’ per empatia nei confronti del compagno: il portiere milanese ha vissuto momenti difficili, ma con la sua prestazione e con il rigore parato potrebbe essersi ripreso il posto da titolare 43 giorni dopo l’ultima volta, complice anche l’infortunio al polpaccio di Perin. Oggi Di Gregorio è un calciatore rinato, anche grazie a un biglietto sul cui retro c’era scritto il codice di accesso al parcheggio privato di uno dei collaboratori tecnici di Spalletti: amatoriale, ruspante, ma tremendamente efficace.
La preparazione alla base delle parate
Evidentemente parare i rigori non è soltanto questione di fortuna o di errori altrui. I portieri e i preparatori si documentano sulle scelte dei calciatori dal dischetto, per aumentare esponenzialmente le possibilità di respingere il tiro dagli 11 metri. Prima del rigore parato da Di Gregorio, è salito alla ribalta il giovane bosniaco Afan Cizmic, eroe nazionale per aver “rubato” il foglietto di Donnarumma dopo che lo stesso portiere azzurro aveva stracciato quello del rivale Nikola Vasilj. Preparazione che, in passato, divenne un’arma a doppio taglio: Franco Tancredi, ottimo pararigori, venne sorpreso dai calciatori del Liverpool nella finale della Coppa dei Campioni 1983, quando gli inglesi cambiarono tutti modo di calciare consapevoli di come il portiere italiano si preparasse per i rigori.
