APPIANO GENTILE – Vincere, per trasformare quel che resta del campionato in una lunga passerella fino al 24 maggio. O quantomeno pareggiare, per lasciare invariato il vantaggio di dieci punti sul Milan ed evitare di riaprire la corsa. L’Inter sa di avere due risultati su tre nel derby, ma non vuole ragionarci troppo: "Sappiamo tutti cosa rappresenta un derby tra squadre forti della stessa città, con grandi ambizioni. Dobbiamo confermare il buono che abbiamo fatto fin qui ed essere la migliore versione di noi stessi", ha detto Cristian Chivu alla vigilia della partita, che dovrà affrontare senza capitan Lautaro e con Thuram non al massimo della forma.

Attacco in emergenza e crescita di Pio Esposito

Della condizione dell’attaccante francese, il tecnico rumeno ha detto: "Dopo Como ci siamo allenati bene. Abbiamo avuto qualche problema con Marcus Thuram, che ha avuto un po’ di febbre e speriamo recuperi". Quanto a Calhanoglu, "sta abbastanza bene", mentre su Dumfries non ha escluso un impiego dall’inizio: "Sono contento di averlo a disposizione". Stanno invece bene Bonny e Pio Esposito, "che sta facendo una stagione davvero impressionante per un giocatore che nella scorsa stagione giocava in Serie B. Non ha la velocità di Marcus e Bonny, ma è bravissimo a riempire l’area, a far salire la squadra: è scaltro, furbo e sa gestire la pressione, anche per quello che si dice di lui". L’alternativa tattica al 3-5-2 È probabile che Chivu scelga comunque di schierare due punte, nel consueto 3-5-2. Nell’andata della semifinale di Coppa Italia a Como, però, ha mostrato di avere anche un’ipotesi alternativa: "Una punta e due trequartisti? È una soluzione che possiamo utilizzare anche a gara in corso. È stata una buona soluzione contro il Como, che ha schierato tutti i suoi centrocampisti, sorprendendoci un po’, anche se ci aspettavamo che avrebbe infoltito il centrocampo".

Il gruppo e l’assenza del capitano

Pio, come Barella e Dimarco, è molto legato all’Inter anche dal punto di vista emotivo: "Sono giocatori professionisti. Sanno come si affronta una gara così". Lo stesso vale per Bastoni che, al pari di Calhanoglu, si prepara ai fischi del pubblico di San Siro, che sarà per quattro quinti rossonero: "Sono cose che lui e noi non possiamo controllare. È una situazione che durerà ancora un po’. Alessandro è una persona forte e matura, è importante per noi e gli facciamo sentire la nostra vicinanza con abbracci e amicizia. Le sue prestazioni a Lecce e Como sono state buone e siamo contenti che riesca a esprimersi allo stesso livello". Approccio alla partita Quanto all’approccio al derby, Chivu è stato chiaro: serviranno attenzione e intelligenza nel capire i momenti della partita. "Dovremo essere bravi a leggere i momenti senza perdere quello che siamo. Mi aspetto concentrazione e serenità, senza guardare troppo al passato o alle statistiche. Siamo migliorati nei mesi, sappiamo quello che vogliamo e siamo sempre più abili nel capire le fasi delle partite. Abbiamo imparato a non sopravvalutare né sottovalutare l’avversario. E abbiamo saputo reagire a sconfitte e delusioni, come quella contro il Bodo". Il Milan e la lezione dell’andata Parlando del Milan, Chivu osserva: "Sappiamo che incontreremo una squadra forte, con giocatori di grande qualità e che ha perso solo due partite in campionato". Tornando alla gara dell’andata, vinta 1-0 dai rossoneri, aggiunge: "In alcuni momenti ci hanno costretti ad abbassarci e difendere bassi. Dobbiamo studiare le caratteristiche dell’avversario senza speculare e senza avere un atteggiamento passivo". Lezione imparata? Per Chivu sì: "Dalla sconfitta dell’andata abbiamo imparato qualcosa. Mancava uno switch dal punto di vista mentale e da lì è arrivata una striscia importante di partite fatte bene". Ma per l’allenatore non è stato quello il vero momento della svolta: "Lo switch lo abbiamo fatto col Napoli". Il rispetto per Allegri Infine, l’allenatore nerazzurro ha parlato del suo avversario di serata, Massimiliano Allegri: "Sono l’ultimo che può parlare di Max. Abbiamo solo da imparare da lui, non solo per quello che ha vinto ma anche per la persona che è. Ultimamente ci siamo sentiti meno, ma è anche venuto a Parma a vedere un mio allenamento. Mi piace confrontarmi con chi sa di calcio. Quando uno vince tanto ha molto da trasmettere agli altri".