Il nuovo allenatore del Milan sarà giovane, non necessariamente italiano (o con esperienza in serie A) e giochista. Un tecnico che pratica un calcio offensivo, propositivo, possibilmente con uno schema diverso dal 3-5-2. Sono tre i profili che Gerry Cardinale sta valutando per la panchina del Milan. Un’ipotesi porta al basco Andoni Iraola, uno dei tecnici emergenti più ambiti in Europa, formatosi guardando Bielsa: il suo Bournemouth ha chiuso al sesto posto in Premier, guadagnandosi il pass per l’Europa League. Le alternative al momento sono Xavi, libero dopo aver guidato il Barcellona nel triennio 2021-2024, e Thiago Motta, ancora sotto contratto con la Juventus. Per caratteristiche ricercate è difficile, insomma, che sia sondato uno alla Conte. Il prescelto non dovrebbe essere neanche Fabregas, che lascerebbe Como solo per un’offerta da una big inglese. Tempo una settimana, forse dieci giorni, e la casella giusta si accenderà.
Allegri tra Napoli e Nazionale
Ambito resta anche Allegri, adesso pronto per la Nazionale: è in corsa insieme a Conte e Mancini. Ma Max è una soluzione pure per il Napoli: De Laurentiis lo ha chiamato e lo vuole, la pista è più che mai viva. L’alternativa è Italiano, accostato al club azzurro ogni estate: potrebbe essere la volta buona. Per il seggio vacante da ct, ieri al circolo Canottieri Aniene in occasione dei premi Ussi, Mancini era in prima fila accanto a Malagò: l’immagine anticipata di quello che potrebbe succedere dopo il 22 giugno. L’ex capo dello sport italiano è il favorito alla poltrona di presidente federale, l’allenatore è in vantaggio tra i candidati alla panchina azzurra. «Sono venuto a Roma per restare», ha sussurrato, dribblando altre domande sul futuro. Il suo sogno è tornare a guidare l’Italia, portata al successo negli Europei del 2021 prima del flop Mondiale e della fuga in Arabia, di cui si è pubblicamente pentito. In settimana, Mancini si libererà dal contratto (fino al 2027) con l’Al-Sadd, con cui ha appena vinto il campionato del Qatar: è pronto per la Nazionale, se il presidente federale vorrà. Lazio, c’è Gattuso Un altro ex ct, Gattuso, tenterà di dimenticare l’amarezza del Mondiale sfumato guidando la Lazio: sarà lui l’erede di Sarri, firmerà un biennale da 3 milioni. La coincidenza di essere nato lo stesso giorno della società biancoceleste, il 9 gennaio, non rende meno complicata la missione di conquistare i tifosi, già critici (eufemismo) sulla scelta di Lotito, contestato a oltranza. Il presidente stima da tempo Gattuso per la personalità, chissà se basterà nella bufera continua. Non una novità, per chi ha allenato in contesti incandescenti — per motivi diversi — come Palermo, Creta, Pisa, Napoli, Marsiglia. Sarri e la rivoluzione all’Atalanta Di natura tattica, invece, i problemi che incontrerà Sarri sulla panchina dell’Atalanta (biennale da 3,5 milioni a stagione): dovrà rivoluzionare metodi e mentalità di una squadra abituata a giocare a uomo da dieci anni. Ora il riferimento sarà la palla e il modulo virerà sul 4-3-3. Nel domino degli allenatori, Palladino — in uscita dall’Atalanta — potrebbe sostituire lo stesso Italiano a Bologna: in lizza anche Di Francesco e De Rossi, se lascerà il Genoa. A Firenze è destinato Grosso: sarà il tecnico del Sassuolo a prendere il posto di Vanoli. L’Inter invece si tiene felice Chivu — ovviamente — ma cambierà il portiere: in arrivo Vicario.
